Giovedì 13 Dicembre 2018 | 01:18

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Termina dopo 43 ore l'odissea degli automobilisti prigionieri della neve

prigionieri della neve, maltempo CATANZARO - E' terminata solo alle 4.30 di stamani, dopo 43 ore, l'odissea di uno dei tanti automobilisti sorpresi dalla tormenta di neve sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria e imprigionati nelle proprie auto per due giorni. E la testimonianza che si raccoglie è unanime e corale nel racconto.
«Dopo un'avventura del genere - dice, rinfrancato, rispondendo dalla sua abitazione di Benevento - quello che resta dentro è l'incredulità. E' veramente incredibile, infatti, che nel 2005 si possano vivere avventure di questo genere. Se non avessi avuto il pieno di carburante, che mi ha consentito di tenere acceso il motore anche durante le due notti trascorse in auto all'addiaccio e se non avessi avuto con me dei viveri, non so se sarei riuscito a superare tutto questo. Tra l'altro in alcune zone manca anche il segnale della telefonia cellulare. E quando mi ci sono trovato, sono veramente rimasto isolato dal mondo. Se avessi avuto un malore non avrei potuto avvertire nessuno».

L'automobilista, che era partito dal crotonese, dove lavora, si è trovano sulla A/3 alle 11 di mercoledì mattina. E da allora è stato l'inferno. Adesso racconta al telefono la brutta avventura vissuta.
«Mercoledì pomeriggio - ricorda - sono rimasto bloccato nei pressi di Lauria. Alle 3.30 del giovedì mattina, dopo che avevamo avuto qualche genere di conforto, la situazione è sembrata sbloccarsi e visto che non avevamo indicazioni diverse, giunti allo svincolo abbiamo proseguito in direzione nord dal momento che l'autostrada sembrava percorribile. Invece abbiamo fatto sì e no cinque chilometri e ci siamo fermati nuovamente e siamo rimasti bloccati sino alle 14.30 di ieri. Alle 15 siamo ripartiti, ma a Polla ci siamo bloccati di nuovo. Quando ci è stato detto che a nord di Polla l'autostrada era chiusa, io ed altri automobilisti siamo usciti dall'autostrada incontrando sulla viabilità ordinaria centinaia di mezzi fermi per strada. I tre alberghi del paese erano già esauriti e mi apprestavo ad un'altra nottata chiuso in auto quando abbiamo saputo che l'autostrada era percorribile. E così, verso le 23.30, ho deciso di rientrare sulla A/3 allo stesso svincolo da cui ero uscito poco prima».
«Fino a Sicignano - prosegue nel suo racconto l'automobilista - abbiamo viaggiato su una corsia realizzata tra montagne di neve e senza tener conto della carreggiata. Di fatto era stato realizzato un percorso che nella realtà non esiste. Finalmente, dopo avere viaggiato per ore a passo d' uomo incolonnati uno dietro all'altro, siamo giunti a Sicignano e da lì la situazione è migliorata. Siamo tornati a viaggiare sul tracciato normale dell'autostrada e, finalmente, alle 4, sono arrivato a casa, a Benevento. E qui ho avuto la sorpresa di trovare ancora neve».
Adesso, però, per l'automobilista si presenta un nuovo problema: tornare in Calabria. «Devo rientrare - dice ridendo - ma questa volta penso proprio che farò la circumnavigazione dell'Italia. Non vorrei incappare in altre brutte sorprese».

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