Sabato 15 Dicembre 2018 | 20:02

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Risparmiatori sfiduciati dalle banche

ROMA - Preferiscono il fai da te. Demotivati e poco fiduciosi, visti gli scandali finanziari che si sono succeduti, i piccoli risparmiatori italiani sono alla costante ricerca di informazioni. Anche perché del proprio consulente bancario non si fidano poi molto, ritenendolo poco trasparente o interessato esclusivamente alla vendita di prodotti finanziari. E' quanto emerge da un sondaggio condotto dall'Eurispes su un campione di 1.000 piccoli risparmiatori e contenuto nel Rapporto Italia 2005.
I titoli azionari delle società italiane sono i prediletti dai risparmiatori italiani: il 65,1% può vantarli nel suo portafoglio, a fronte di un più modesto 15,2% che sceglie azioni estere. Molto elevate anche le percentuali di chi ha scelto strumenti finanziari a breve termine (35,8%), fondi comuni di investimento (33,1%) e strumenti finanziari assicurativi (18,7%). Fra le diverse tipologie azionarie hanno la meglio le azioni ordinarie (77,9%), anche se un'elevata quota di risparmiatori possiede anche le azioni di risparmio (36,3%).
Nella scelta delle azioni in cui investire, un ruolo importante lo gioca dove la società è quotata: gli investitori sono infatti orientati ad indirizzare i propri investimenti proprio verso il Mib 30, che comprende i 30 titoli del mercato italiano che hanno maggiore capitalizzazione. Il 2004, comunque, ha segnato la riscossa per Borsa Milano dopo il tracollo registrato tra il 2000 e il 2002: c'è un settore specifico che non solo ha recuperato tutto il buco accumulato in questi «orribili» cinque anni, ma ha addirittura ritrovato il segno più. Si tratta dei titoli industriali, che rispetto a novembre 1999 hanno guadagnato il 7%, mentre i finanziari sono ancora sotto del 9% e i servizi del 15%. Nell'ultimo anno, tuttavia, tutti i comparti registrano forti progressi, con i finanziari a +7%, i servizi a +21% e gli industriali a +19%.
E, in ogni caso, prima di effettuare qualsiasi scelta il primo passo da compiere è raccogliere informazioni: l'andamento altalenante delle Borse, ed in particolare la forte recessione iniziata nel 2001, hanno determinato negli azionisti una maggiore ricerca di informazioni. Il 61,1% degli intervistati, infatti, considera utile essere informati sulla società in cui ha investito, mentre per il 14,7% le informazioni sono indispensabili.

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