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Per il turismo crisi profonda

ROMA - Il turismo italiano attraversa una delle crisi più profonde degli ultimi anni: a rilevarlo è l'Eurispes nel Rapporto Italia 2005.
Dal 2000 al 2003 l'Italia ha perso circa 3 milioni di presenze straniere, con un saldo negativo di quasi 4 miliardi di euro annui. Il bilancio del 2004 è ancora più pesante: le presenze straniere nel nostro Paese si sono ridotte del 10%, altri 4 milioni in meno rispetto al 2003. La crisi ha colpito un tutte le regioni Paese con vistosi cali, del 15-20% per il turismo tedesco, austriaco e svizzero in Liguria, del 30% per quello tedesco in Campania, mentre i laghi del Nord Italia hanno registrato flessioni del 15% ed Emilia Romagna e Marche del 10%.

LA SPESA PER IL TURISMO DELLE REGIONI. Nel 2004 le Regioni e le Province autonome hanno destinato alla promozione della domanda turistica, nel complesso, 266 milioni di euro. La Provincia autonoma di Trento, che ha investito in promozione 36 milioni di euro, guida la classifica, seguita, con una spesa per le attività promozionali di 24 milioni di euro, da Toscana (0,03% del Pil regionale) ed Emilia Romagna (0,02%).

SPESA PROMOZIONALE PER TURISTA. Al primo posto si colloca la Valle d'Aosta, che investe in promozione 11,30 euro pro capite, seguita dalla Provincia di Trento e dal Friuli Venezia Giulia (8,20 euro). La spesa promozionale a turista non raggiunge i 3,50 euro pro capite in Umbria (costo per turista di 3,47 euro), Abruzzo (3,46 euro) e Campania (3,23 euro); non supera i 3 euro a turista in Emilia (2,95), Marche (2,72), Sicilia (2,55), Toscana (2,50), Puglia (2,47) e Lombardia (poco più di 2 euro).

QUALE RILANCIO. Nel biennio 2002-2004 l'Enit, l'Ente nazionale per il turismo, ha visto scendere di oltre il 30% il proprio budget: il finanziamento è passato dai 34,6 mln di euro del 2002 a 26,2 mln nel 2003, per arrivare ai 24,2 mln del 2004, il 60% dei quali necessari alla gestione ordinaria dell'Ente. Il dato è più eclatante se confrontato con i finanziamenti destinati agli Enti promotori del Turismo in Germania (33,7 milioni di euro) e Gran Bretagna (66,1 milioni di euro).

PAESI MEDITERRANEI. I Paesi del Mediterraneo mostrano una buona capacità competitiva. La Slovenia che sta investendo sul turismo termale e sulle infrastrutture ha visto crescere, negli ultimi anni il flusso dei turisti italiani (+8% di presenze nel 2004 rispetto al 2003). Nel corso del prossimo decennio si prevede che la Libia sarà, tra i paesi mediterranei, a guidare la classifica degli investimenti nel settore, in termini di crescita percentuale annua (8%), seguita da Montenegro (7,4%), Slovenia (6,4%), Turchia (5,8%) e Croazia (5,5%). In base alle stime gli investimenti del nostro Paese, registreranno fino al 2014, una crescita annua decisamente più contenuta, pari al 3,6%, ed inferiore a quella prevista per Grecia (3,7%), Marocco (4%), Egitto (4,4%) e Tunisia (4,5%). La Turchia, solo nei primi otto mesi del 2004, è riuscita ad incrementare gli arrivi internazionali di oltre il 30% rispetto al 2003.
In relazione all'incidenza del turismo sul Pil, le previsioni per il prossimo decennio sono ottime sia per quanto riguarda il Montenegro, per il quale si stima una crescita annua di oltre il 15%, che per la Libia (9%) e la Tunisia (6,6%). La crescita percentuale annua dell'incidenza del settore sul Pil dovrebbe attestarsi sopra i quattro punti percentuali in Grecia (4,2%) e Marocco (4,5%), mentre dovrebbe essere più contenuta in Croazia (4%), Slovenia (3,4%) e Italia (2,6%), anche in questo caso agli ultimi posti della graduatoria, insieme ad Egitto e Turchia (2,5%).

LO SCENARIO POSSIBILE. La capacità di attrazione turistica del nostro Paese continuerà ad essere in diminuzione: si stima che l'attrazione dell'Italia a livello internazionale scenderà dal 7,6% al 5,5%. Di conseguenza diminuirà pure il profitto economico derivante dal turismo internazionale, che passerà dal 7,4% accertato nel 1985 al 5,7% nel 2005. Scenario scoraggiante anche nel rapporto tra le entrate inbound e le spese outbound, ossia la «bilancia turistica» che misura la capacità delle entrate di coprire le spese derivanti dal turismo degli italiani all'estero: nel 1985 questo rapporto si posizionava al 3,8, mentre nel 2005 si prevede un consistente dimezzamento pari all'1,5. E' invece in aumento il grado di internazionalizzazione del turismo dell' Italia (rispettivamente 29,2% nel 1985 e 32,9% nel 2005). Lievita l'incidenza del turismo internazionale sul Pil, per il quale è prevista una crescita del 2,6% nel 2005.
Per il 2005 si prevede, inoltre, che nel complesso le partenze internazionali dai 21 principali paesi saliranno del 2,7%. Aumenteranno in particolare le partenze dai paesi mediterranei (3,2%), del nord Europa (2,9%) e da quelli extraeuropei (2,8%). Sempre nel 2005 gli arrivi mondiali in Italia cresceranno del 3% rispetto al 2004 e supereranno di poco, in termini assoluti, quelli relativi alle partenze dai 21 principali Paesi (1,6%). In valori assoluti il flusso principale degli arrivi in Italia è rappresentato dai turisti provenienti dall' Europa centrale (17.237.000). Continuerà ad essere così anche nel 2005 nonostante il loro incremento sarà pari solo all' 1,4%. Segnali di recupero giungeranno invece dai turisti extraeuropei: aumenteranno nel 2005 del 2,4%. Questo grazie all'incremento di giapponesi (5,4%) e americani (1,7%). I Paesi del mediterraneo e del nord Europa mostreranno un aumento dell' 1,5% e dell'1,7%. Le stime prevedono per il 2005 un calo degli arrivi dalla Germania (dal 30,2% al 26,4%), dagli Usa (dal 14,7% all'8,8%) e dalla Francia (dal 10,0% al 7,2%), a favore dell'aumento di arrivi dai Paesi «emergenti» dall'8,4% del 1985 al 19,6% del 2005. La distribuzione degli arrivi previsti per il 2005 nelle regioni italiane vede una flessione del Veneto (da 20,2% al 19,6%) e del Trentino (dal 13,8% al 12,5%) e un aumento nel Lazio (dal 11,5% al 13,9%).Stabili gli arrivi in Toscana.

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