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L'usura prospera

ROMA - L'usura, secondo l'Eurispes, è un fenomeno in crescita e dalle conseguenze spesso devastanti: in 9 anni (dal 1995 al 2003) 1.419 persone con debiti accumulati in gran parte nei confronti di strozzini si sono suicidate.

LE DIMENSIONI DEL FENOMENO - L'ammontare del denaro complessivamente movimentato è pari a quasi 13 milioni di euro ed il 34% di tale somma è gestito dalla criminalità organizzata, camorra in testa, con un giro d'affari stimato, per il 2004, di 4.703 milioni di euro. Le somme erogate per usura hanno registrato un notevole incremento negli ultimi anni, pari al 215%, dal 1999 al 2002. Molto spesso, inoltre, si ricorre al prestito usurario per cifre basse, inferiori ai 10.000 euro (nel 59% dei casi, ma nel 9% addirittura superano il 500%).

LE DENUNCE - Il fenomeno sembra essere ancora molto radicato nelle regioni ad alto tasso di criminalità organizzata. Negli ultimi anni (2001 e 2002) il numero delle denunce in Sicilia ed in Calabria ha subito un notevole crollo, «probabilmente proprio a causa delle intimidazioni della criminalità organizzata"; mentre, nel resto d'Italia, e non solo nelle regioni del Nord, ma anche in Campania e nel centro, viene segnalato un significativo aumento delle denunce. E questo può essere un fatto positivo, sottolinea l'Eurispes, «nella misura in cui, ovviamente, sia determinato non da una crescita del fenomeno, ma da una maggiore consapevolezza e coscienza civile». In particolare, tra il 1996 e il 2002, la prima posizione nella classifica delle città con il più alto numero delle denunce è quasi sempre occupata da Napoli.

L'IDENTIKIT DELL'USURAIO. In Campania e Sicilia l'usura è gestita da gruppi mafiosi, ma accanto a questi operano anche soggetti incensurati o non legati ad alcuna organizzazione; in Calabria, in Puglia e anche nel Lazio è invece gestita, direttamente o indirettamente, dalla criminalità organizzata. Nelle altre regioni prevale una attività usuraia gestita da soggetti estranei alle organizzazioni criminali. Nelle regioni del Nord sono numerose le denunce contro società finanziarie ed imprenditori. Da sottolineare, tra gli usurai, anche una consistente presenza di «pensionati» (ben il 30%), molti dei quali con redditi, almeno ufficialmente, medio-bassi; un 13% di lavoratori dipendenti e un 5% di nullafacenti. Consistente la percentuale di liberi professionisti (avvocati, commercialisti), che sfiora l'8%. Significativa anche la presenza (intorno al 20%) di amministratori e soci di società finanziarie. Da notare, anche, la consistente presenza di disoccupati tra l'esercito degli usurai (24%). Per quanto riguarda l'età, il 22% ha tra i 56 e i 65 anni e il 12% più di 66 anni: «il coronamento finale di una carriera criminale».

L'IDENTIKIT DELL'USURATO. Sebbene a partire dal 2000 si sia registrata una diminuzione del numero di vittime dell'usura (-37,7% nel 2003 rispetto al 1999, anno di picco), il dato assoluto resta comunque ragguardevole. Ben il 41,1% delle vittime è nell'Italia meridionale e insulare, il 30,6% nel Centro ed il 23,3% nell'Italia settentrionale. Nella maggioranza dei casi (45%) le vittime sono commercianti, seguono altri imprenditori (19%) e gli artigiani (18%). Vi è poi un 13% di lavoratori dipendenti e un 5% di liberi professionisti. In termini numerici, i commercianti coinvolti in rapporti usurai sono 135.000. L'età delle vittime, nella maggioranza dei casi (49%), è compresa tra i 41 e i 55 anni. E' evidente che le vittime, in genere, si concentrano nella fascia d'età lavorativa: infatti, l'83% dei casi si riferisce ad un'età compresa tra 26 e 65 anni.

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