Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 13:33

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Portava il padre novantenne ad operarsi: «ci hanno abbandonato»

CATANZARO - «Ci hanno abbandonati. Sto accompagnando mio padre novantenne a Città di Castello dove domattina avrebbe dovuto essere operato, ma è dalle 11 di ieri che siamo imprigionati in autostrada e non abbiamo la più pallida idea di quando riusciremo ad uscire da questo inferno». Non riesce proprio a trattenere la rabbia Angela Laface. Partita ieri mattina alle 6.30 da Siderno diretta in Umbria con il padre novantenne è bloccata dalle 11 di ieri sull' autostrada Salerno-Reggio Calabria.
«Sentiamo parlare alla radio di unità di crisi, di alberghi, di assistenza - dice esasperata - ma la realtà è un' altra. Qui non si vede nessuno. Siamo fermi ormai non so più neanche da quanto tempo, dopo lo svincolo di Lagonegro. Chissà quando riusciremo ad uscire da qui».
Nel frattempo, la donna è stata costretta a far rinviare l' intervento cui il padre avrebbe dovuto sottoporsi domattina a Città di Castello. «Visto come stanno le cose - afferma - sicuramente domani non potremo essere là per cui sono stata costretta a fari rinviare l' operazione».
«Nonostante abbia sentito parlare di alberghi e di centri allestiti appositamente - aggiunge - la notte l' abbiamo trascorsa al freddo in auto con tutto quello che ciò comporta per la salute di mio padre. E' digiuno, ha le sue necessità, ma a 90 anni non le può certo espletare al freddo. Tra l' altro, nonostante continui a nevicare, siamo costretti, ogni tanto, a spegnere il motore per non consumare tutto il carburante. E con esso, ovviamente, resta spento anche l' impianto di riscaldamento. Stanotte ci siamo riscaldati come abbiamo potuto. E' un' esperienza allucinante. Avevamo con noi alcune arance, ma finite quelle non abbiamo nient' altro da mangiare. In 24 ore, dove ci troviamo noi, non è passato nessuno a fornirci un po' di assistenza. Non abbiamo avuto cibo, bevande calde o una coperta. Niente. Siamo stati abbandonati nella morsa del gelo».
«Vediamo i mezzi di soccorso - racconta la signora al telefono - che transitano sull' altra corsia, ma non abbiamo notizie. Ogni tanto telefoniamo anche alla polizia stradale, ma anche loro non sanno cosa dirci. La speranza, adesso, è quella di arrivare in qualche modo allo svincolo di Padule per uscire da questo inferno e trovare un rifugio per la notte. Ma chissà quanto tempo passerà ancora».

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