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Il maltempo gonfia i prezzi, + 27% sugli ortaggi in una settimana

ROMA - L'inverno, si sa, è stagione fredda. Meno si sa sul misterioso effetto che questo naturale fenomeno ha sulla lievitazione dei prezzi. Ma è un fatto ormai usuale che all' abbassamento delle colonnine di mercurio corrisponde sempre un' impennata dei listini al dettaglio di frutta e verdura. Così sono bastate un po' di brume e qualche fiocco di neve per far segnare, in appena una settimana, aumenti anche del 27% per i prodotti ortofrutticoli.
Un fatto che non è sfuggito all'attenzione di chi fa la spesa e denunciato pubblicamente dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) che parla senza mezzi termini di rincari ingiustificati e di manovre speculative, nella convinzione che gli aumenti al consumo di questi giorni «non hanno alcuna ragione di sussistere» in quanto all' origine (cioè i prezzi pagati al produttore agricolo) non hanno subito incrementi. Anzi, in alcuni casi, ci sono state addirittura limature in basso. La Cia, dunque, non ha dubbi: ci troviamo davanti a rialzi dei prezzi artificiosi che con il freddo non hanno nulla a che vedere. E se è vero che le gelate e le grandinate hanno causato danni ad alcune colture, è altrettanto vero che ciò non può determinare alcun tipo di rincaro dei prodotti, anche perchè molti era già stati raccolti prima dell' arrivo del maltempo.
Gli aumenti maggiori, secondo quanto risulta da una indagine effettuata dalla Cia su base territoriale, si sono avuti per i carciofi che al dettaglio sono cresciuti del 27,3% al chilo, per le carote (+10%), per i cavolfiori (+10,7%), per il radicchio (+7,7%), per la lattuga (+3,3%), per le mele (+16,7%), per le pere (+15,4%), per i kiwi (+5,5%) e per le arance (+10%). Insomma, un mercato al consumo con listini che continuano a mostrare una forbice sempre più larga rispetto alle quotazioni all' origine. Così accade che, dal campo alla tavola, il prezzo del prodotto decolla in maniera vertiginosa e i consumatori si trovano disorientati di fronte a crescite che non rispecchiano alcuna legge economica. Con il risultato di un costante calo negli acquisti di frutta e verdura che nello scorso anno è stato di oltre il 10%.
«Una situazione persistente che dimostra la necessità - sostiene la Cia - di un' azione chiara in grado di ristabilire equilibrio in un mercato sempre più drogato e impenetrabile, privo di informazione per i consumatori». E per questo l' organizzazione ricorda la campagna avviata in tutta Italia, attraverso una petizione popolare, sul doppio prezzo (origine e consumo) sui cartellini di vendita dei prodotti agroalimentari.
L' iniziativa, nelle intenzioni della Cia, ha come priorità proprio quella di assicurare il produttore e il consumatore attraverso la trasparenza del prezzo attraverso tutta la filiera. «Insomma - conclude la confederazione - una reale tracciabilità che in frangenti come l' attuale sarebbe un sicuro deterrente per contrastare rincari e speculazioni».

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