Venerdì 14 Dicembre 2018 | 06:38

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Perché questa sentenza

L'illegittimità dell'art. 126 bis, comma 2, del decreto legislativo 285 del '92 (nuovo codice della strada) introdotto dalle norme sulla patente a punti (le ultime modifiche risalgono all'agosto 2003, con la legge 214), è stata decisa dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 27 depositata oggi in cancelleria.
A sollevare la questione di legittimità della norma, sotto diversi profili, sono stati numerosi giudici di pace. La Consulta, ha ritenuto «fondate le censure di violazione dell'art. 3 sotto il profilo dell'irragionevolezza della disposizione, nel senso che - si legge nella sentenza scritta dal giudice costituzionale Alfonso Quaranta - essa dà vita a una sanzione assolutamente sui generis», in quanto la sanzione, «pur essendo di natura personale, non appare riconducibile ad un contegno direttamente posto in essere dal proprietario del veicolo e consistente nella trasgressione di una specifica norma relativa alla circolazione stradale».
In altre parole, se a violare il codice della strada è stata un'altra persona diversa dal proprietario dell'auto, per la Corte è irragionevole che quest'ultimo rischi di vedersi togliere i punti dalla patente. Si tratta - spiega la Consulta - di «una ipotesi di sanzione di carattere schiettamente personale», che «viene direttamente ad incidere sull'autorizzazione alla guida». Per la Consulta, infatti, è infatti «una ipotesi di illecito amministrativo che, per più aspetti, appare assimilabile a quella della sospensione della patente». «E', in effetti, proprio la peculiare natura della sanzione prevista dall'art. 126-bis, al pari della sospensione della patente incidente anch'essa sulla 'legittimazione soggettiva alla conduzione di ogni veicolo», che - afferma la Corte Costituzionale - fa emergere l'irragionevolezza della scelta legislativa di porre la stessa a carico del proprietario del veicolo che non sia anche il responsabile dell'infrazione stradale».
Stabilito che al proprietario dell'auto non possono essere tolti i punti della patente se l'infrazione è stata commessa da un'altra persona alla guida del mezzo, la Corte Costituzionale precisa che la sanzione pecuniaria resta: «Nel caso in cui il proprietario ometta di comunicare i dati personali e della patente e del conducente, trova applicazione la sanzione pecuniaria di cui all'art. 180, comma 8, del codice della strada».
«In tal modo - specifica la Corte - viene anche fugato il dubbio» riguardo a «una ingiustificata disparità di trattamento realizzata tra i proprietari dei veicoli, discriminati a seconda della loro natura di persone giuridiche o fisiche, ovvero, quanto a queste ultime, in base alla circostanza meramente accidentale, che le stesse siano munite o meno di patente».
A fare ricorso alla Consulta erano stati i giudici di pace di Voltri, Mestre, Ficarolo, Bra, Montefiascone, Lanciano, Carrara e di Casale Monferrato: di numerose questioni di legittimità sollevate dai giudici di pace in fatto di norme sulla patente a punti, la Corte ha ritenuto fondata solo questa.





lunari: «Avevo dubbi anch'io»



LECCE - «Il parere della Corte Costituzionale è ineccepibile, assolutamente non va discusso né contestato». E' il primo commento del ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pietro Lunardi, sulla decisione della Consulta che ha dichiarato illegittima la norma sulla patente a punti nella parte in cui rendeva possibile la decurtazione dei punti anche quando il conducente dei veicolo non era stato identificato. «La norma - ha aggiunto Lunardi - resta. L'articolo secondo il quale venivano decurtati punti dalla patente, anche quando non è possibile identificare il conducente era l'unico sul quale anche io avevo forti dubbi». Il ministro è oggi a Lecce dove ha inaugurato la tangenziale ovest della città.
«Devo però d'altra parte precisare - ha sottolineato il ministro - che la Consulta ha ritenuto illegittima solo una piccola parte della norma sulla patente a punti. Quindi la patente a punti viene conservata, è valida. Questo è un messaggio a tutti gli utenti. Non succeda che si dica che la patente a punti viene cancellata».

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