Martedì 11 Dicembre 2018 | 08:15

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Insediamento Bush: meno persone del previsto a causa del freddo

WASHINGTON - Il pubblico ricorda quello delle grandi corse ciclistiche europee, pronto ad aspettare per lunghe ore, per vedere, anche solo per pochi secondi, il campione, che oggi si chiama George W. Bush ed è stato insediato per la seconda ed ultima volta presidente degli Stati Uniti per altri quattro anni.
L'atmosfera è appena più solenne: molti, tra il pubblico, sono semplici curiosi e non veri aficionados, che sembrano avere snobbato l'evento perchè poche ore dopo per loro - in smoking e in lungo - ci sarà uno dei tanti balli organizzati a Washington per l'occasione.
Dagli altoparlanti il commentatore ufficiale tenta di scaldare il pubblico, paralizzato dal freddo (ieri ha nevicato), con una serie di quiz, ovviamente presidenziali.
Ma, nessuno o quasi scandisce il nome «Gerald Ford», quando viene chiesto quale, tra gli inquilini della Casa Bianca, non è mai stato eletto nè presidente nè vicepresidente degli Stati Uniti.
Il Campidoglio, addobbato a festa con quattro monumentali bandiere a stelle e strisce, davanti al quale il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha da poco giurato per il suo secondo mandato, si trova in fondo alla prospettiva della Pennsylvania Avenue, quella che conduce alla Casa Bianca.
In attesa del presidente e della parata di una durata di circa due ore che seguirà il corte ufficiale, la Pennsylvania Avenue è praticamente vuota, essendo diventata, almeno per qualche ora, il viale più blindato del mondo.
C'è polizia a non finire - chi in uniforme, chi in tenuta anti-sommossa. A presidiare il viale più importante di Washington ci sono poi gli agenti del Secret Service riconoscibili dagli inseparabili occhiali scuri ed auricolare, militari dell'Esercito e i tiratori scelti sui tetti dei palazzi che ritmano l'arteria.

- NON C'E' SOLTANTO IL POPOLO DI BUSH - Sugli spalti provvisori in legno e sui marciapiedi che costeggiano l'Avenue non c'è soltanto il popolo di Bush, generalmente facile da riconoscere dai cappelli texani e le donne impellicciate, o anche dai cappellini da baseball con una 'W' rossa cucita al centro o i badge con l'effige del presidente rieletto.
Ci sono molti americani medi, imbacuccati con sciarpe, cappellini di sci, giacconi da neve, visto il freddo che ha investito la capitale federale degli Stati Uniti. Americani che sono venuti a vedere l'insediamento, forse più per curiosità che per interesse vero e proprio.
Ci sono anche i manifestanti anti-Bush, quelli che chiedono il ritiro immediato dall'Iraq. Molti di loro sono rimasti fuori dalla zona rossa, ma non sono pochi quelli che sono stati autorizzati ad entrare nel perimetro off-limits.
Non si trovano sugli spalti - generalmente riservati agli aficionados di Bush - ma passeggiano sui marciapiedi, e molti di loro sono stati installati su un podio ad hoc, dove prendono la parola i principali leader pacifisti americani, tra le urla di approvazione dei loro sostenitori, alcuni dei quali agitano cartelloni non proprio carini per il presidente rieletto.

- LE TRIBUNE NON SONO PIENE - La gente non è tantissima, e molti degli spalti sono rimasti parzialmente vuoti. Una banda musicale di giovani venuta appositamente dal Nevada, i Tigers (il nome completo del complesso è, se vogliamo essere precisi, Douglas High School's Fighting Tigers Band) continua a provare tra l'indifferenza generale classici del musical americano e canzoni dei Beatles.
Più che l'inaugurazione del secondo mandato dell'uomo più potente del mondo, la parata ricorda una gara sportiva, come la tappa finale del Tour de France, quando la carovana di ciclisti attraversa i Campi Elisi, insolitamente vuoti per l'occasione, ma con i marciapiedi riempiti da migliaia di persone.
La parato ricorda anche il Carnevale di Viareggio, con la differenza che qui i carri ospitano monumentali facsimile della Dichiarazione di Indipendenza, e non caricature degli uomini politici.

- BUSH COME LA MAGLIA ROSA - Al Tour, la massima delle gratificazioni è riuscire a vedere la maglia gialla, sfrecciare per pochi secondi, davanti ai propri occhi. A Washington, è vedere il presidente, una cosa in realtà impossibile, perchè al massimo si riesce a vedere, e solo per pochi minuti, la limousine blindata presidenziale, 'protettà da una manciata di agenti del Secret Service, che camminano ai lati della Cadillac.
Se si ha un po' di fortuna, si riesce forse a dare un volto alla macchia bianca che si indovina dietro ai finestrini blindati: è Laura Bush, vestita con un immacolato tailleur di Oscar de la Renta, uno dei più accreditati stilisti americani.

- UNA LUNGA ATTESA NEL FREDDO - Ma l'attesa è lunga, molto lunga. Prima ci sono i controlli per entrare nella zona rossa, poi tocca aspettare, nel freddo, che giunga il corteo presidenziale. Preceduta dalle telecamere e da una formazione di motociclisti in formazione a cuneo, la Cadillac si muove lentamente sulla Pennsylvania Avenue pressochè deserta, seguita dai fuoristrada del Secret Service, da un'ambulanza e da un mezzo del Pentagono, a bordo del quale si trova il militare che possiede i codici atomici.
Poi, dietro al corte presidenziale, sfila la parata vera e propria: un mix tra una processione militare e una festa con le majorette. (ANSA).
Emanuele Riccardi

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