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Sconfitta la linea di D'Alema, martedì il delicato gioco degli equilibri torna nelle mani di Prodi

Romano Prodi Margherita ROMA - «È una bellissima prova di democrazia, non pensavamo mai che tanta gente andasse a votare e adesso siamo tutti uniti col vincitore per conquistare la regione»: Romano Prodi sembra di buon umore al termine di una giornata convulsa ricca di incontri, cominciata con un colpo di scena imprevisto, la vittoria del candidato di Rifondazione Comunista su quello dell'Ulivo nelle primarie in Puglia per la candidatura alla presidenza della Regione. Il leader della Gad è soddisfatto per il successo dell'esperimento, si mostra sereno e per nulla preoccupato dalle letture che circolano in entrambi gli schieramenti, secondo cui Prodi uscirebbe indebolito da questa affermazione della sinistra radicale a dispetto dei moderati dell'alleanza.
Ma sondando gli umori dei "prodiani" di stretta osservanza si capisce bene che qualche rimostranza all'indirizzo di Rutelli non manca anche nella Margherita, oltre che nella Quercia, per la polemica innescata due giorni fa a Fiesole sulla socialdemocrazia e l'egualitarismo. Se Rutelli avesse evitato quella polemica - è la sostanza delle critiche dietro le quinte dei Ds e di una parte dei Dl - forse Boccia ce l'avrebbe fatta.
Dai prodiani viene insomma rimproverato a Rutelli di aver esacerbato gli animi della sinistra, senza preoccuparsi delle conseguenze che avrebbe subito il giorno dopo il candidato dielle della Fed in Puglia, Francesco Boccia.
Nella Margherita c'è anche chi, come il mariniano Fioroni, plaude allo «straordinario risultato delle primarie: sul traino di 80 mila partecipanti potremmo conquistare la Puglia che diventa un laboratorio politico, perché con tutto lo sforzo che si farà per vincere le elezioni si tenterà di ribaltare il luogo comune che con Vendola si perde».
Ma sotto i riflettori oggi finisce anche il presidente dei Ds, Massimo D'Alema, indicato senza troppe remore nelle chiacchiere di vari esponenti della Gad, dei Dl e dei Ds, come il leader che tra tutti ha subito il colpo più duro da questa vittoria di Vendola. Tanto che Sandro Bondi di FI ne approfitta per dire che «quando parla D'Alema, alla fine, nel suo partito, a partire dai suoi amici, fanno il contrario». E la dichiarazione del presidente Ds, secondo cui le primarie nazionali sono un'altra cosa, viene letta da un dirigente dell'esecutivo Dl come la conferma che D'Alema avrebbe fatto subito tesoro di questa esperienza e che «alla fine le primarie per Prodi si trasformeranno in una grande convention celebrativa e basta». «Se infatti Bertinotti - si ragiona - uscisse dalle primarie con il 30-35% di consensi a livello nazionale, sarebbero problemi seri e bisognerebbe a quel punto vedere che rapporto c'è tra le primarie e il modo di presentarsi alle elezioni politiche». Da tutte queste letture, circolate vorticosamente nei colloqui di oggi a tutti i livelli della Gad, comunque, il "Professore" non sembra turbato. E a fine giornata, uscendo dalla sede dell'Ulivo, il deus ex machina del meccanismo delle primarie pugliesi e di quelle nazionali previste per maggio, Arturo Parisi, conferma che le regole delle primarie saranno tra gli argomenti del vertice della Gad di domani pomeriggio: «Sarebbe un bel guaio se il risultato in Puglia ci avesse fatto cambiare idea sulle modalità delle primarie. Il modello delle primarie aperte rimane l'ipotesi su cui si lavora» anche per la scelta del candidato premier per le politiche del 2006, dice Parisi che osserva: «Certamente il risultato pugliese ci ha sorpreso perché le attese erano orientate in modo diverso».
Stasera Prodi è a cena con l'ex ministro Paolo De Castro e con alcuni imprenditori e domani mattina avrà un'altra serie di incontri; poi si preparerà con il suo staff per un appuntamento mediatico di notevole rilievo come la puntata di domani sera a "Porta a Porta", dove il "professore" arriverà subito dopo il vertice con gli altri leader dell'alleanza. Un summit che si preannuncia "caldo", se è vero, come commentava oggi nella sede dell'Udeur uno dei dirigenti più vicini a Mastella, che «sarà duro convincere un ex Dc pugliese a votare Nichi Vendola e non Fitto...». Ma «va tutto molto bene», assicurano gli uomini vicini al leader, mettendo l'accento sul successo della prova generale delle primarie pugliesi sotto il profilo della partecipazione; sulla pace siglata finalmente con Mastella; sui chiarimenti salutari e ormai archiviati con i partiti del centrosinistra. Tutto ciò, in una giornata che ha registrato un altro significativo passaggio per il leader della Gad: un colloquio a pranzo amichevole e a tutto campo con Walter Veltroni, preparato con cura e incentrato sul bisogno di «coinvolgere tutti nella missione»; con l'impegno di rivedersi presto, come ha voluto sottolineare Veltroni. Ma senza il bisogno di particolari dietrologie, perché tra i due - assicurano gli staff - «non c'era nulla da chiarire».
Carlo Bestini

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