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Potenza: «La Basilicata non è regione mafiosa»

POTENZA - Il procuratore generale di Potenza, Vincenzo Tufano, in apertura della relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario ha criticato, riferendosi all'operazione della procura di Potenza «Iena 2» su presunte collusioni mafia-politica-affari, la «spettacolarizzazione che crea mistificazione ed effimeri miti di provincia, la grancassa massmediale che trasmette al resto dell' Italia un'immagine distorta della nostra regione, che non è un'isola felice, ma non è neanche in mano alla criminalità organizzata, né è macchiata dal connubio mafia-politica-affari come altre regioni».
Tufano ha anche definito «dilettantistica» l'analisi di chi parla di «quinta mafia» in Basilicata. La Basilicata secondo Tufano «non è immune da infiltrazioni della malavita e rapporti impropri, ma far passare la regione come una terra dove la malavita si è inserita nei gangli vitali, vuol dire danneggiarla».
Il procuratore generale ha messo in luce come nel periodo esaminato dalla sua relazione, dal luglio 2003 al giugno 2004, il Tribunale del Riesame di Potenza abbia accolto il 60 per cento dei ricorsi contro misure cautelari e che negli ultimi tre anni la Corte d' Appello potentina abbia erogato oltre 500 mila euro all' anno a titolo di riparazioni per ingiusta detenzione. «La custodia cautelare - ha detto - è uno strumento molto delicato, da maneggiare con tatto».
Il procuratore ha criticato anche le proteste degli avvocati dopo l'arresto, nell'ambito dell'operazione «Iena 2», del presidente della Camera penale di Potenza, Piervito Bardi. «Astenersi dalle udienze è pienamente legittimo - ha detto - ma scioperare contro un magistrato che si suppone che sbagli significa reagire contro il sistema giudiziario, danneggiando questo e l'utenza. Trenta giorni sono un tempo enorme per la nostra giustizia malata». Tufano ha invitato tutti «ad attendere gli epiloghi naturali della vicenda, senza fughe in avanti». Per il magistrato, il sistema giudiziario «sa attivare le pinne stabilizzatrici se arriva un'onda anomala».
Secondo Tufano, a Potenza i sodalizi mafiosi sono «non numerosi, ben individuati dalle forze di polizia» e «risultante di una evoluzione delle bande degli anni '90», mentre vi è stato «un cambio di livello molto preoccupante, se si tengono presenti i collegamenti con le cosche calabresi, interessate ad estendere la loro influenza».
«Non allarmante» viene definita la situazione della criminalità organizzata a Matera, dove «ai clan criminali disarticolati nell' ultimo decennio non sono seguite organizzazioni di particolare rilievo», ma picoli gruppi legati alle cosche calabresi e pugliesi, dediti a droga ed estorsioni e non infiltrati nel settore economico e negli appalti pubblici.
Secondo Tufano nel campo dei reati contro la pubblica amministrazione «non risultano emergenze degne di particolare rilievo, se non un ulteriore complessivo aumento dei procedimenti iscritti (da 514 nel periodo luglio 2002 - giugno 2003 a 690 nel periodo luglio 2003 - giugno 2004). Ma, a parte qualche noto e complesso procedimento, nella maggior parte dei casi si tratta di ipotesi di minore allarme sociale, e cioè di abuso di ufficio».
Il numero complessivo dei reati di maggiore allarme sociale (omicidi, rapine, estorsioni, droga) risulta complessivamente stabile (da 275 a 248). Sono diminuiti gli omicidi (da 19 a 10) e le estorsioni (da 80 a 47), sono aumentati i reati di detenzione di sostanze stupefacenti (in massima parte hascisc e marijuana, da 542 a 580), mentre stabile è rimasto il numero dei furti (da 5.087 a 5.382), l' 89 per cento dei quali rimane di autore ignoto. Più che raddoppiate le lesioni personali volontarie (da 600 a 1.218).
Quasi azzerato è il contrabbando di sigarette. I reati commessi da extracomunitari riguardano il commercio di cd pirata e il favoreggiamento dell' immigrazione clandestina (da 75 a 98), in particolare dall' est europeo. Le violenze sessuali sono ancora numerose, anche se in lieve calo da tre anni a questa parte (da 82 a 73). Aumentano invece le denunce di omicidio colposo per incidenti mortali sul lavoro (da 9 a 17). Aumentano anche le denunce per reati ambientali (da 274 a 361) e le segnalazioni di incendi colposi o dolosi (da 305 a 429): rimangono ignoti il 92 per cento dei piromani.
Sono aumentati gli abusi edilizi (da 763 a 844, +10,61 per cento), specialmente a Potenza e Matera. Secondo Tufano la causa è il condono: in due anni l'aumento degli abusi è stato del 31,26 per cento. Non ci sono segnalazioni di rilievo in materia di reati societari e bancarotta. Le denunce per usura sono calate (da 30 a 18), ma secondo il procuratore generale soltanto a causa del silenzio delle vittime. Sono aumentate le denunce per frodi comunitarie (da 70 a 77). In sensibile crescita le frodi informatiche (da 129 a 582), anche se in gran parte in relazione a fenomeni nazionali.

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