Venerdì 14 Dicembre 2018 | 07:17

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Napoli: «Contro la camorra rispetto delle regole anche da parte delle istituzioni»

NAPOLI - Rispetto delle regole, da parte di tutti, anche delle istituzioni. E' questa secondo il procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello dii Napoli, Vincenzo Galgano, la sola modalità per affrontare l'emergenza camorra a Napoli e in Campania. Ed è questo il messaggio che il procuratore lancia nel suo discorso di apertura dell'anno giudiziario nella sala dei busti di Castel Capuano. «Non c'è, riteniamo, altro modo di isolare la criminalità- dice- quando è così inserita nel territorio che pretendere da ciascuno e dalle istituzioni quel rispetto delle regole che la camorra impone di violare».
«Nessun processo accelerato, nessun intervento dell'esercito, nessuno slogan politico -sottolinea il procuratore- potrà ottenere un benché minimo risultato se tutti noi non cominciamo a prendere consapevolezza che i camorristi non sono marziani ma uomini che hanno superato la soglia dell'umana dignità».
Galgano difende l'operato della magistratura che, dice, «ha nel proprio Dna funzionale il rispetto delle regole e assicurerà, come sempre, che tale rispetto sia osservato e fatto osservare». Ma al di là di ogni retorica «i politici e gli amministratori svolgano con coscienza e professionalità i loro compiti di creatori di regole preoccupandosi di non emanare norme incomprensibili o inaccettabili e di lanciare segnali contrastanti con la rigorosa affermazione del rispetto di tutte le regole».
E soprattutto gli amministratori, è il messaggio del procuratore di Napoli, «evitino di creare disordinatamente e sconcerto in chi si appresta a percorrere il cammino di legalità». Il rispetto delle norme, insiste Galgano, «non è incasellabile nè a destra nè a sinistra, non una rozza ideologia che mira allo scontro e all'odio».
Ma Galgano vuole lanciare anche un messggio di fiducia quando afferma che: «Napoli non sprofonda e resiste, come è sempre avvenuto, evidenziato improvvise e impreviste risorse. Ecco perché anche le cosiddette guerre tra bande criminali, con reciproco scambio di delitti, non riescono ad indebolire fino a compromettere il tessuto sociale».
La relazione del procuratore generale del presso la Corte di Appello di Napoli si apre all'insegna delle proteste dei magistrati e degli avvocati penalisti. fuori e dentro la sala dei busti molti, anche dipendenti e impiegati degli uffici giudiziario portano al collo la fascia tricolore e al braccio il segno del lutto.

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