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Relazione Favare: i Poli si dividono accusandosi a vicenda

ROMA - Il procuratore Generale della Cassazione Francesco Favara, nella sua relazione di apertura dell'anno giudiziario, punta il dito contro una giustizia malata, difende l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati, se la prende con la prescrizione che rischia di «fulminare» il processo penale, dichiara che si impongono «scelte coraggiose e innovative» e auspica riforme serie e condivise. I poli lo ascoltano e lo applaudono. Ma poi si dividono accusandosi a vicenda.
Il primo a intervenire è il ministro della Giustizia Roberto Castelli. Ringrazia il Pg per i «complimenti» che gli ha fatto e osserva che nella relazione «assai equilibrata» di Favara ci sono «più luci che ombre». E' vero che il Pg ha detto che la riforma dell'ordinamento giudiziario non basta, chiosa il Guardasigilli, ma anche la Cdl è convinta di questo perchè «occorre riformare ampiamente il sistema». Ribadisce di volere il dialogo con i magistrati e si augura che per sabato prossimo, quando andrà a Palermo per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, le toghe non protesteranno così come hanno annunciato ("spero che magistrati stiano ad ascoltare quello che il ministro va a dire...") L'opposizione attacca la Cdl, responsabile dello «sfascio» in cui versa la giustizia, e se la prende anche con il ministro. «Altro che luci di cui parla Castelli! - tuona Armando Cossutta - Lo stato in cui versa la giustizia in Italia è una grande ombra che aleggia sulla testa dei giudici e dei cittadini». E sono in molti, nel centrosinistra, a pensarla così. La responsabile Giustizia dei Ds Anna Finocchiaro definisce «sconfortante» il quadro che emerge dalla relazione di Favara e sottolinea come i ricorsi in Cassazione (il più ingolfato, secondo il Pg, degli uffici italiani) siano ormai solo «un modo per far prescrivere i processi». Analoghi i commenti del responsabile Giustizia della Margherita Giuseppe Fanfani e del leader dell'Idv Antonio Di Pietro che sottolineano «la crescita della criminalità» in Italia denunciata da Favara e invitano Castelli a rispondere su quanti processi si prescriveranno con la cosiddetta «salva-Previti» (la proposta di legge ora all'esame del Senato che dimezza i tempi di prescrizione dei reati ndr) visto che, mentre in Italia la giustizia «è allo stremo», la Cdl «si occupa solo di mettere a punto norme come la 'salva-Previtì e la 'salva-Dell'Utri». E il risultato di queste «leggine» fatte «per difendere gli inquisiti e attaccare i magistrati», sottolinea il leader dei Versi Alfonso Pecoraro Scanio, è che «la giustizia è più ingolfata e i crimini più impuniti».
«I reati - sottolinea ancora Marco Minniti (Ds) - aumentano. Non è dunque la solita congiura dell'opposizione. I fatti ci dicono che ci troviamo di fronte ad un'emergenza sicurezza...».
La maggioranza contrattacca e rispedisce le accuse al mittente. «Pecoraro come tutta la sinistra - risponde Isabella Bertolini (FI) - non può mettersi in cattedra sulla giustizia» perchè «il crollo» di questa «è stato firmato dai malgoverni ulivisti». I problemi di cui parla Favara, incalza il vice-coordinatore 'azzurrò Fabrizio Cicchitto, «non possono essere messi certo in conto all'attuale governo». L'attacco del centrosinistra su questo punto è del tutto «strumentale».
Anche il responsabile Giustizia di FI Giuseppe Gargani interviene e spiega che il Pg non ha voluto criticare la riforma dell'ordinamento giudiziario quando ha detto che non basta perchè anche la Cdl è concorde su questo, ma lo attacca sul fronte delle prescrizioni: «lamenta la lentezza della giustizia ma al tempo stesso vuole la prescrizione eterna...». Entusiasta invece Enzo Fragalà (An) che, tra l'altro, ringrazia Favara per aver rotto «il granitico muro di omertà delle toghe per quanto riguarda l'improrogabile necessità di approvare riforme ordinamentali» che eliminino «il mercato dei privilegi degli addetti ai lavori».
Anche il segretario dello Sdi Enrico Boselli condivide le parole di Favara soprattutto quando parla di rivedere il sistema delle impugnazioni: «Quella dei tre gradi di giudizio - afferma - è una garanzia eccessiva figlia del mai sciolto nodo della separazione delle carriere...».
Visioni diverse invece nel Prc. Il deputato indipendente Giuliano Pisapia condivide il contenuto della relazione e parla di una «realtà desolante». Mentre il responsabile del Lavoro del partito Paolo Ferrero definisce «gravissime» le parole del Pg dal momento che «individua una connessione tra tentativi di infiltrazioni terroristiche nel mondo del lavoro e ripresa della conflittualità sindacale».
Più conciliante infine il giudizio di Paolo Cento (Verdi) che annuncia di voler proporre in commissione Giustizia della Camera un dibattito sulla relazione: «E' positivo - dichiara - il richiamo alla necessità di riforme condivise da tutti e non a colpi di maggioranza. Anche se la proposta di revisione dei tre gradi di processo resta un grave errore. Le sollecitazioni che giungono dalla relazione di Favara comunque non devono restare, come altre volte, lettera morta...».

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