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Una linea a binario unico, senza ripetizione del segnale

ROMA - Inevitabili commenti, denunce e polemiche all'indomani dell'incidente ferroviario a Crevalcore, in provincia di Bologna, dove hanno perso la vita 13 persone e ne sono rimaste ferite un altro centinaio.
«Tutto si risolve scaricando le responsabilità sull'errore umano. Ma quale errore umano? Se mancano le condizioni elementari di sicurezza allora anche l'eventuale errore diventa decisamente più probabile e rischia ogni volta di provocare conseguenze ben più gravi». Ha dichiarato in un'intervista a "L'Unità" il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. «Per capire il perché di queste sciagure non c'è bisogno di indagare poi tanto. La realtà è sotto gli occhi di tutti: una parte enorme della rete ferroviaria italiana è troppo vecchia». «Negli ultimi anni poi -continua Epifani- gli investimenti si sono concentrati sulle tratte ad alta velocità. Siamo tutti d'accordo -aggiunge il segretario della Cgil- sugli investimenti sull'Alta velocità, si tratta di infrastrutture importanti, ma questo non significa che debba essere trascurato, come invece sta puntualmente avvenendo, tutto il resto della rete». E su questo, spiega Epifani «il governo, il ministro dei Trasporti e le stesse Ferrovie dello Stato sono totalmente assenti». «Per questo -conclude il leader della Cgil- credo che il governo ha responsabilità enormi».

«Probabilmente uno dei due treni è passato con il rosso. Ma con un dispositivo di sicurezza adeguato tutto questo non sarebbe successo». A parlare sul "Quotidiano Nazionale" è il segretario generale aggiunto del sindacato autonomo Orsa, Bruno Palustri. «Bastava ci fosse la ripetizione del segnale, un'apparecchiatura che suona quando il macchinista non vede il segnale e che frena automaticamente il treno. E' in uso da quarant'anni ed esiste in molte linee, ma non sulla Verona-Bologna che, come se non bastasse è anche a binario unico».

«E' una linea completamente abbandonata all'incuria. Non è una novita di oggi. Tuttavia mai mi sarei aspettato un incidente del genere». Linea ferroviaria obsoleta e insicura anche per il presidente del comitato dei pendolari di Crevalcore, in provincia di Bologna, Renato Golini, in un'intervista al "Quotidiano Nazionale". «Da tanto tempo denunciamo la mancanza di sicurezza su questa linea dove una stazione è chiusa, si viaggia su un binario unico e spesso i treni sono vecchi, a volta ancora a diesel. Gli estintori? non li ho notati. E i finestrini sono talmente piccoli che è impossibile scappare». «La stazione di Bolognina -conclude Golini- è un dormitorio. Chiunque può entrare nella stanza degli apparati per manometterli o sottrarli».

«I treni erano muniti dei dispositivi di sicurezza, almeno di quelli previsti per questo tipo di convogli. Per quelli più moderni, è solo questione di tempo. Sono in corso di installazione, ma è un processo che va avanti per gradi, ci vuole del tempo». L'amministratore delegato di Trenitalia, Roberto Testore, intervistato da "La Repubblica" respinge le accuse avanzate dai sindacati sugli investimenti per la sicurezza che, afferma, «sono di grande rilievo, non sono pochi soldi» e anche quelle sul progetto del doppio binario ancora in via di completamento. «Posso dire -sottolinea- che stiamo accelerando. Dobbiamo cercare di fare il meglio e farlo più in fretta possibile. Il perchè della sciagura non sono in grado di valutarlo». «Sono state aperte due inchieste e queste -spiega- faranno luce su quanto è accaduto. E' difficile comprenderlo ora».

«Per parecchi decenni la linea Bologna-Verona è stata una linea non sviluppata. I lavori per il raddoppio sono iniziati solo alla fine degli anni '90, esattamente nel '99». Lo dice in un'intervista a "Il Giornale" l'amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana società delle Infrastrutture del gruppo Fs, Mauro Moretti, parlando deLl'incidente ferroviario avvenuto ieri in località Crevalcore. «Al momento non so dare una interpretazione di ciò che sia accaduto né posso azzardare una previsione -continua Moretti- sono state nominate le commissioni di inchiesta delle ferrovie e del ministero oltre a quella giudiziaria. Aspettiamo l'esito dell'indagine per dare una valutazione sul merito dell'incidente».
«Nessuno può sentirsi imputato -sottolinea Moretti- ma tirarsi indietro non è bello. Le nostre reti restano le più affidabili d'Europa, l'errore umano però non si potrà mai cancellare».
«Abbiamo investito -prosegue Moretti- 846 milioni di euro per raddoppiare le linee e potenziare la sicurezza». «Entro il 2008 verrà anche attivato -conclude Moretti- il nuovo Sistema di Controllo Centralizzato del Traffico ferroviario ed entro il 2006 lungo tutta la linea il Sistema Controllo Marcia, che interverrà ogni qual volta un macchinista non avrà rispettato un'indicazione di marcia».

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