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338 i dispersi italiani

ROMA - Il numero degli italiani di cui «continuano le ricerche» in Asia scende ancora a 338, secondo una lista aggiornata alle 10 di questa mattina (27 in Sri Lanka, 311 in Thailandia, 7 dei quali minorenni) e d'ora in avanti «il compito di rintracciarli sarà esclusivamente del ministero dell'Interno». Questa mattina il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, assieme al titolare del Viminale, Giuseppe Pisanu, ha fatto il punto sulla situazione in un incontro con la stampa. Fermo a 20 è il bilancio delle vittime ufficiali, perché «ogni certezza deve essere assoluta e incontrovertibile» e anche nei casi in cui ci siano riconoscimenti da parte dei familiari, ha detto Fini, «serve comunque l'esame del Dna» Fini - che ha annunciato che si recherà probabilmente entro il mese sia in Thailandia sia nello Sri Lanka, una volta finita la «fase di assoluta emergenza» - per quanto riguarda i dispersi ritiene, come Pisanu, che «la speranza è l'ultima a morire» e le ricerche continueranno «fino all'ultimo tentativo possibile». Ma il suo parere è che si tratti ormai di quello che ha definito «il nocciolo duro»: turisti in buona parte, ma anche italiani residenti nei Paesi colpiti e molti dei quali da tempo non erano in contatto con i parenti in Italia.

Fini ha ricordato che erano almeno 10-12mila inizialmente gli italiani coinvolti nel sisma, tra residenti, turisti legati ad agenzie di viaggio o che avevano organizzato da soli le loro vacanze e ha ripercorso la strada fatta per arrivare a restringere la lista fino al livello attuale. Sono dati che - ha detto Pisanu - confermano «l'efficacia del grande lavoro svolto in stretta e felice collaborazione tra il gruppo di gestione della crisi ed il ministero dell'interno»: identificazioni e rintracci che «ci spingono ad andare avanti fino all'ultimo nome, all'ultimo indizio». Anche se - ha aggiunto il titolare del Viminale - «ci siamo preparati al peggio», alla necessità di individuare e riportare in Italia corpi senza vita.

D'intesa con Fini sono stati costituiti due gruppi operativi del ministero dell'Interno. Il primo agirà in sede locale per il prelievo di sostanze organiche di familiari dei dispersi che «saranno contattati con il massimo della riservatezza» per gli accertamenti sul Dna, per costituire una banca dati che opererà attraverso i tre laboratori di Roma, Napoli e Palermo.
Un secondo gruppo opererà all'estero: è il team medico legale che «partirà tra 48 ore» e che parteciperà alla Task force di esperti costituita a Phuket dove gia opera un gruppo specializzato dei Carabinieri. Tre i suoi compiti: il confronto dei dati raccolti sul posto sui corpi «ascrivibili a occidentali» con quelli della banca dati; il concorso all'espletamento delle procedure per il rimpatrio; la fornitura di assistenza al gruppo del settore biologico operante in Italia. In queste ore inoltre - ha ricordato Pisanu - si svolge a Lione una riunione dell'Interpol alla quale partecipano 182 polizie, italiana compresa, per definire le procedure che dovranno essere seguite in ambito internazionale. Perché «la crisi ha una evidente dimensione internazionale» e molti comportamenti e scelte tecniche dovranno essere sintonizzate con quelle degli altri Paesi. Per questo - ha sottolineato Pisanu - «bisogna proseguire sulla strada di affidare il governo della crisi al ministero degli Esteri».

Fini ha comunicato che il programmato viaggio in Thailandia e Sri Lanka servirà «da un lato per esprimere solidarietà a quei governi e per fare il punto su cosa occorre per aiutare le popolazioni, ma anche per i tanti connazionali che risiedono a Phuket, per verificare le loro condizioni e per mostrare loro solidarietà». Fini ha anche annunciato che il 7 sarà a Bruxelles per la riunione dei ministri per la Cooperazione per fare il punto su cosa l'Ue può e deve fare su vari aspetti, dagli aiuti umanitari alla ricostruzione, alle adozioni a distanza. E l'Italia «farà la sua parte». Oggi è stata convocata una riunione di coordinamento, «perché le istituzioni sono tante, ma la repubblica italiana è una» e «il coordinamento sarà necessariamente del governo, della Presidenza del Consiglio, della Farnesina» perché «abbiano in animo di assumere ulteriori iniziative». Fini ha ricordato i milioni di euro raccolti con gli Sms e altre iniziative (fondi gestiti dalla Protezione civile e le iniziative che saranno decise dal governo), ma «dobbiamo attivare interventi di sostegno che non siano solo quelli del generoso popolo italiano». Sono state individuate alcune linee di azione, relative alla conversione del debito, di cui Berlusconi ha parlato con Blair, presidente di turno del G8, e di cui Fini parlerà venerdì a Bruxelles con i ministri degli Esteri Ue. Al club di Parigi, che si occuperà del debito commerciale l'Italia «sosterrà con forza la necessità di interventi per i paesi colpiti», ma - ha detto Fini- «il sistema Italia ha sostenuto la stragrande parte dell'intervento di solidarietà ed è dovere delle istituzioni fare altrettanto se non di più. Fini ha sottolineato gli apprezzamenti avuti dai partner europei. «Una volta tanto le istituzioni italiane possono essere soddisfatte di quello che hanno fatto. E' stata una emergenza epocale ed esser indicati come esempio da parte dei partner europei credo che nella tragedia, che tale rimane, sia una piccolissima ragione di soddisfazione». Un accenno, infine, in risposta ad una domanda, è stato fatto alle notizie su presunte sparizioni di minori. Le forze di polizia italiane, particolarmente attive in questo campo con la loro attività di «pattugliamento telematico» - ha detto Pisanu - si sono «subito allertate». Ma «finora non abbiano notizie che consentano di avallare voci che forse un po' sconsideratamente sono state messe in circolazione».

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