Lunedì 17 Dicembre 2018 | 00:52

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L'Europa si è fermata

BRUXELLES - Oltre mille persone si sono raccolte a Bruxelles nella centralissima piazza Schuman, cuore del quartiere europeo, per osservare i tre minuti di silenzio che proprio la presidenza dell'Ue ha voluto per ricordare e la tragedia che ha colpito il sud-est asiatico e commemorare le vittime del maremoto del 26 dicembre.
In un'atmosfera di partecipazione e cordoglio, segnata dalle bandiere a mezz'asta su tutti gli edifici che ospitano le istituzioni europee, un folla di funzionari europei, esponenti politici e cittadini di tutte le età si sono raccolti in silenzio nella piazza sulla quale si affacciano i palazzi che ospitano la presidenza dell'Ue e la Commissione europea.
A rappresentare l'esecutivo Ue sono stati i commissari agli affari economici, Joaquin Almunia, all'ambiente, Stavros Dimas, al bilancio, Dalia Grybauskaite, e alla politica regionale, Danuta Hubner. Assente invece il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, in viaggio verso Giakarta dove parteciperà al vertice internazionale per definire la strategia di aiuto e di ricostruzione delle aree colpite.
All'evento hanno partecipato anche i presidenti dei principali gruppi politici del Parlamento europeo e il presidente dell'Assemblea di Strasburgo, Josep Borrell, che, al termine dei minuti di silenzio, che ha sottolineato come l' appello alla solidarietà lanciato in Europa abbia trovato eco e risposte concrete in tutti i paesi.
«Stiamo assistendo ad un vero e proprio movimento europeo di solidarietà che riflette una comunità unita - ha osservato Borrell - e speriamo che quanto è accaduto perché in futuro siamo più coscienti dell'abisso che ci separa dai paesi colpiti sotto il profilo del benessere e della sicurezza».
Il presidente dell'Europarlamento non ha escluso che l'Unione europea possa aumentare gli aiuti finora stanziati per soccorrere le vittime - 33 milioni di euro - facendo ricorso ai fondi di emergenza del bilancio comunitario.
Il commissario all'ambiente, Dimas, ha inoltre ricordato gli sforzi finora messi in atto dall'unione europea non solo sul fronte finanziario, ma anche per garantire soccorsi materiali immediati alle aree colpite dallo tsunami e per cercare di salvare il maggior numero di persone possibile. «Finora è stato fatto un lavoro importante, anche grazie agli sforzi di coordinamento messi in atto dalle Nazioni Unite - ha osservato Dimas - speriamo che si possa contribuire ad aiutare ancora e a ritrovare in buona salute il più gran numero possibile di dispersi».

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