Lunedì 17 Dicembre 2018 | 05:31

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Croce Rossa: troppi aiuti internazionali, non riusciamo a smaltire il flusso

ROMA - Troppi soldi e troppe donazioni dai cittadini del mondo per le popolazioni colpite dal maremoto: i canali di rifornimento sono intasati. L'allarme, che evidenzia un fenomeno paradossale, è emerso oggi nella riunione, tenutasi a Ginevra, dalla Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.
Alla riunione, a cui hanno partecipato una ventina di società (compresa la Cri) e rappresentanti del Comitato internazionale (Cicr) - riferisce il vicepresidente della Federazione Massimo Barra - «si è parlato di un vero e proprio pericolo definito come una sorta di un altro tsunami. L'emozione e la partecipazione dell'opinione pubblica verso le popolazioni colpite ha creato una pressione tale di aiuti che ha del negativo. L'effetto non è quello desiderato». Troppi aiuti per la capacità di accoglienza delle infrastrutture locali, come ad esempio gli aeroporti: «l' effetto è doppiamente negativo, oltre agli sprechi si impedisce, a ciò che serve, di arrivare. Certamente stiamo assistendo ad una mobilitazione nel mondo senza precedenti».

Barra sostiene che mediamente da ogni paese sono stati raccolti, attraverso sottoscrizioni di privati e di organizzazioni, 20-30 milioni di dollari. A questi vanno sommati gli aiuti stanziati dai governi.
La Federazione, che stima in due milioni le persone che hanno bisogno di assistenza, ha elaborato un programma di interventi da realizzarsi in cinque anni, con un investimento complessivo di 350 milioni di euro. Oltre all'emergenza il programma prevede interventi di ricostruzione e riabilitazione sia dal punto di vista sociale che sanitario. Nell'incontro odierno - riferisce ancora Barra - sono stati sottolineati i problemi politici locali che non facilitano i soccorsi. «Ci sono territori, come il Nord dello Sri Lanka - osserva - che sono fuori dal controllo dei governi. Anche in Indonesia, ad esempio, la presenza di ribelli procura diffidenza verso gli aiuti. Ecco, gli aiuti sono frenati da queste questioni politiche». C'è poi la questione India dove sia il governo sia la Croce rossa locale rifiutano gli aiuti internazionali. Per convincerli ad accettarli, un delegato del presidente della Federazione è partito proprio oggi.

Barra ricorda che la priorità per la popolazione in questo momento rimane la distribuzione di acqua potabile. Cinque potabilizzatori sono già operativi; essi forniscono acqua bevibile a 40 mila persone al giorno. Anche la Cri ha offerto alla Federazione il suo contributo. Ha, fra l'altro, messo a disposizione due potabilizzatori un ospedale da campo con cento posti letto.

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