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Il dramma dei piccoli orfani di Phuket

bambini thailandesi PHUKET (THAILANDIA) - E' una storia di emergenze che si sedimentano su altre emergenze, e a Phuket, una delle zone più segnate dal maremoto di otto giorni fa, ora le autorità si trovano a doverne fronteggiare un altra, difficile perché i protagonisti sono i più indifesi, i bambini.
«La storia dei bambini orfani è una questione importante, un problema impegnativo che è solo all'inizio « ha detto oggi all' Ansa la responsabile regionale dell'informazione dell'Unicef di Bangkok, Shanta Bloemen. «La situazione è ancora molto confusa e difficile ed è presto per definire una programma di aiuti per i piccoli orfani, perché le cifre delle persone scomparse sono ancora troppo alte», ha spiegato la portavoce dell'Unicef in Thailandia, secondo cui «bisognerà aspettare il 4 gennaio, quando per i bambini thailandesi si chiuderà il periodo delle vacanze di fine anno e torneranno a scuola».
Intanto a Phuket e nella regione colpita si stanno creando dei centri di accoglienza per i bambini thailandesi orfani sopravvissuti al devastante maremoto di appena una settimana fa.
«I bambini che sono usciti vivi miracolosamente da questo dramma sono tutti sotto shock, alcuni non parlano e hanno tutti paura dell'acqua», ha spiegato Shanta Bloemen.
«Per ora cerchiamo di tranquillizzarli, di lasciarli vicino alle loro comunità e non pensiamo certo a trasferirli in altre strutture e centri fuori dalle zone colpite» ha spiegato la responsabile regionale dell' organizzazione internazionale.
«E' troppo presto anche per affrontare la questione dell' adozione - ha detto Shanta Bloemen -, anche se negli ultimi tre giorni abbiamo ricevuto centinaia di richieste di adozione . I bambini hanno vissuto un fortissimo trauma e molti di loro hanno perso la famiglia e l' abitazione. Spostarli in un'altra parte della Thailandia o del mondo adesso sarebbe un grosso errore per la loro salute e per il loro equilibrio», ha concluso la responsabile Unicef.
Accanto al dramma dei bimbi thailandesi rimasti soli e che non riescono ancora ad attenuare il dolore del ricordo, c'è quello di altri bambini, dei figli di turisti che il mare ha portato con sè.
Su questo aspetto è stata calata la cortina della più totale riservatezza da parte delle rispettive autorità diplomatiche perché si sta cercando di capire se, come pare, è vero che alcuni bambini - di famiglie residenti, soprattutto, in Paesi dell' Europa centrale - risultano dapprima ritrovati e poi scomparsi. Si stanno controllando - ad opera anche di organismi di polizia - soprattutto punti di raccolta e verificando elenchi per capire cosa sia realmente accaduto. Ma perché tutto sia veramente chiaro occorrà ancora del tempo, quello necessario a che a Phuket si torni ad una apparente normalità.
Raffaela Scaglietta

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