Giovedì 13 Dicembre 2018 | 02:38

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I pirotecnici: perché sacrificare solo noi?

ROVIGO - «Perché solo i pirotecnici devono essere sacrificati sull'altare dell'ipocrisia?». Lo chiede Romualdo Remo Parente, presidente del consorzio Pirotenici italiani consorziati d'arte (Pirico) di Rovigo, criticando la decisione di molte amministrazioni pubbliche di annullare gli spettacoli pirotecnici previsti a Capodanno destinando i soldi risparmiati alle popolazioni colpite dal maremoto in Asia.
«Premesso - precisa Parente - che da parte del settore pirotecnico c'è la massima sensibilità e disponibilità nei confronti di quanto successo nel Sud Est asiatico, devo far osservare innanzitutto che gli spettacoli previsti sono in forza di accordi contrattuali già in essere da tempo, per far fronte ai quali le aziende pirotecniche hanno preso degli impegni e hanno già sostenuto dei costi non annullabili; inoltre l'attività pirotecnica - aggiunge - è un'attività fortemente stagionale, quanto realizzato a capodanno può rappresentare anche il 30-40% di tutta l'attività svolta nel corso dell'anno, salva il bilancio annuale e permette di arrivare con le disponibilità economiche ai primi spettacoli che si faranno poi solo a giugno del prossimo anno». «L'affermazione che le amministrazioni pubbliche devolvono il risparmiato sui fuochi d'artificio - sostiene - è scorretta in quanto devolvono un importo che sarebbe di competenza dei pirotecnici e quindi in sostanza l'offerta è fatta dai pirotecnici». Ma Parente osserva anche che «lo spirito delle feste di Capodanno è quello di "bruciare" l'anno vecchio con tutte le brutture e auspicare un anno nuovo migliore: eliminando i fuochi si elimina la speranza che il 2005 possa essere migliore del 2004».
Il presidente del Pirico continua osservando che «oltre ai fuochi d'artificio, anche lo spumante rappresenta un significativo momento di festa: perché - chiede - non è stato fatto un appello per non fare il brindisi e devolvere l'importo in beneficenza? E parimenti perché non è stato fatto un appello per mangiare un po' meno nei cenoni o non andare a ballare? Perché solo i pirotecnici devono essere sacrificati sull'altare dell'ipocrisia? Perché non trasformare le feste in momenti di solidarietà, chiedendo il contributo di tutti, anche del pirotecnico di turno attivandosi per una raccolta fondi in loco o con inviti a partecipare con sms?».
«La catastrofe nel Sud Est Asiatico - ammonisce Parente - si sta trasformando in una catastrofe per il settore pirotecnico, l'annullamento degli spettacoli da tempo pattuiti con le amministrazioni crea gravi inconvenienti e tensioni economiche per le aziende coinvolte e di conseguenza anche per i dipendenti. Ritengo che alla nostra attività, che dà tanta felicità e gioia a quanti (e sono tanti) assistono a uno spettacolo pirotecnico, sia dovuto più rispetto e considerazione di quanto manifestato in questa occasione».
Parente conclude annunciando che «l'atteggiamento del Consorzio che rappresento sarà di pieno sostegno ai pirotecnici, affinché le amministrazioni pubbliche riconoscano loro l'intero importo contrattuale pattuito nonchè di sollecito verso gli stessi pirotecnici affinché devolvano parte di tali introiti in beneficenza».

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