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Bush: non è vero che siamo tirchi, gli Usa promotori di una coalizione di aiuti al sudest asiatico

NEW YORK - Tra una biciclettata e una passeggiata nei boschi a strappare sterpaglie, il presidente George W. Bush ha oggi scoperto i tsunami. Accusato di insensibilità e di tirchieria di fronte a un disastro di proporzioni bibliche, Bush, in vacanza a Crawford, ha oggi difeso la reazione degli Stati Uniti nella immane catastrofe umanitaria che ha colpito l'Asia.
«L'America è generosa. E' una nazione dal cuore gentile», ha detto il presidente in una conferenza stampa convocata nel suo ranch che ha segnato il suo primo commento pubblico sulla tragedia del 26 dicembre.
USA, GIAPPONE, INDIA, AUSTRALIA IN GRUPPO AIUTI - Dopo aver riunito in teleconferenza il Consiglio per la Sicurezza Nazionale, Bush ha annunciato che gli Stati Uniti stanno lavorando a una «coalizione internazionale dei soccorsi» con Giappone, Australia e India. Ha fatto sapere di aver parlato personalmente oggi al telefono con i leader di India, Sri Lanka, Indonesia e Tailandia promettendo assistenza. E ha respinto le accuse di «tirchieria» rivolte a Washington due giorni fa dal coordinatore Onu dei soccorsi Jan Egeland: «Quella persona - ha detto il presidente americano - è molto fuorviata e male informata».
Finora gli Stati Uniti hanno stanziato 35 milioni di dollari di aiuti, una cifra che anche negli Usa ha fatto gridare allo scandalo: basta appena a comprare una villa di lusso a Manhattan e non basterebbe per i festeggiamenti in programma per l'insediamento di Bush il 20 gennaio, il cui costo è stato stimato in 40 milioni di dollari. Del pacchetto di aiuti Usa, 20 milioni vengono poi dallo stiracchiato bilancio dell'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale: «Abbiamo finito i soldi. Dovremo chiederne altri alla Casa Bianca e al Congresso», ha detto il capo dell'agenzia Andrew Natsios all'Associated Press.
PARTE ANCHE LA LINCOLN - Ma nella conferenza stampa a Crawford, Bush si è impegnato a nome dell'America a fare di più: «La nostra è stata la tipica risposta americana: subito aiuti finanziari sull'ordine di 35 milioni di dollari, poi una valutazione della situazione per fare in modo che la seconda tranche di assistenza sia spesa saggiamente».
Ma la coperta degli aiuti è stretta e lo stesso capo della Casa Bianca ha incluso nella reazione a caldo dell'America l'invio della squadra navale della portaerei Lincoln nella regione accompagnandolo con il commento che «anche questo tipo di mobilitazione costa».
VALUTEREMO PROPOSTA SCHROEDER SU DEBITO - Bush, che non ha preso posizione sulla proposta del cancelliere tedesco Gerhard Schroeder per una moratoria del debito a Indonesia e Somalia («Valuteremo tutte le proposte», si è limitato a rispondere a un giornalista), ha invitato gli americani a contribuire di tasca propria all'enorme operazione di soccorso: «In America molta gente dà soldi in beneficenza. In questo caso è importante dare soldi, non cibo e coperte, alle organizzazioni umanitarie» ha detto il capo della Casa Bianca, che oggi, per l'incontro con i giornalisti, ha smesso i panni del ranchero e gli stivali da cow-boy per indossare un presidenziale abito fumo di Londra ben più indicato al clima da lutto globale degli ultimi giorni.
POLEMICHE SU VACANZE - «E' una tragedia oltre la comprensione umana, ma prevarremo su questa distruzione», ha detto il presidente che finora era rimasto lontano dai riflettori, chiuso con la famiglia nella fattoria del Texas mentre per due giorni negli Usa rimbalzavano, in un drammatico crescendo, le notizie e le immagini di morte dai paradisi delle vacanze dell'Asia del Sud. Nella domenica nera del turismo mondiale hanno perso la vita 12 americani ma, al di là delle morti accertate, sono centinaia ancora i cittadini Usa che mancano all'appello.
«Bush confida di poter seguire la situazione da qui, senza bisogno di tornare a Washington», aveva detto ieri a Crawford il portavoce Trent Duffy a chi gli faceva notare che la prolungata vacanza presidenziale, tra gite in mountain-bike e pulizia di sterpaglie, offriva il fianco ad accuse di insensibilità di fronte all'immane disastro.
DIETRO LE QUINTE POLEMICHE CON CLINTON - Spiegando poi il voltafaccia di oggi della Casa Bianca un collaboratore del presidente ha detto che Bush «voleva essere pienamente informato sui nostri sforzi. Non voleva fare una dichiarazione simbolica del tipo: 'Soffriamo con voì».
La frase del collaboratore non era scelta a caso: era uno degli slogan più famosi dell'ex presidente Bill Clinton che ieri, in un'intervista alla Bbc, aveva detto che la tragedia dei terremoti e degli tsunami era «un film dell'orrore» e aveva sollecitato una reazione coordinata della comunità internazionale.
Molti collaboratori di Bush erano rimasti irritati dalla prontezza della reazione di Clinton, scrive oggi il 'Washington Post'. L'attuale amministrazione repubblicana aveva subito criticato, da dietro le quinte, la prontezza con cui l'ex presidente si era mostrato davanti alle telecamere per dimostrare la sua famosa capacità di entrare in sintonia con le sofferenze umane.
Alessandra Baldini

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