Giovedì 13 Dicembre 2018 | 21:08

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Tsunami - In India è "catastrofe nazionale" ma vengono rifiutate le offerte d'aiuto dei Paesi esteri

NAGAPATTINAM (INDIA) - L'India dopo il maremoto di domenica cerca di contare i suoi morti a cinque cifre, il governo del premier Manmohan Singh proclama la «catastrofe nazionale» e avvia una «massiccia operazione di soccorso» dispiegando migliaia di uomini e mezzi militari, ma rifiuta le offerte d'aiuto che vengono dall'estero, malgrado la protesta di molti villaggi sulla lentezza dei soccorsi.
Il ministro della difesa indiano, Pranab Mukherjee, ha fornito oggi nuove cifre provvisorie sui morti: 10.850 quelli accertati, di cui 6.073 nello stato di Tamil Nadu, il più colpito, 106 nel Kerala e altri 104 nell'Andhra Pradesh; gli altri negli arcipelaghi delle Andamane e delle Nicobare, al largo delle coste thailandesi e malaysiane, dove le vittime accertate sono finora 4.000 circa, alle quali però occorre aggiungere un numero di dispersi oscillante fra i 10.000 e i 30.000. Per soccorrere una popolazione complessiva colpita stimata in circa 877.000 persone, Mukharjee ha dichiarato di aver «avviato una massiccia operazione di soccorso», aggiungendo di aver mobilitato 4.000 uomini, 25 aerei, 30 elicotteri, 30 imbarcazioni che hanno trasportato finora 650 tonnellate di aiuti.
Ma malgrado New Delhi abbia mobilitato l'esercito nelle zone colpite, almeno in due villaggi costieri al dolore si è unita la collera e gli abitanti hanno bloccato per protesta l'arrivo dei soccorritori dicendo che erano arrivati troppo tardi.
La minaccia di epidemie che potrebbero far impennare ulteriormente il numero di morti totali non ha tuttavia impedito a New Delhi di respingere le offerte di aiuto venute in queste ore da Paesi tradizionalmente amici dell'India, come Russia, Stati Uniti, Israele e Giappone, ai quali è stato risposto che il Paese ha risorse sufficienti per aiutare da solo i sopravvissuti.
«In effetti tutti i Paesi amici hanno proposto aiuti, ma noi pensiamo di avere risorse sufficienti per gestire la situazione. Se avremo bisogno di aiuto in un secondo momento, non esiteremo a chiedere», ha dichiarato un funzionario del governo, citato dall'agenzia France Presse.
Finora il governo di New Delhi e le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e nazionali hanno cominciato a distribuire razioni di sopravvivenza alle regioni colpite, dove cresce la domanda di cibo e acqua potabile. Finora il governo ha stanziato cinque miliardi di rupie (114 milioni di dollari) per i soccorsi, ai quali ha poi aggiunto altri due miliardi di rupie (46 milioni di dollari) per la ricostruzione delle abitazioni.

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