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Una catastrofe epocale

Asia - Maremoto Sud est dell'Asia - Una situazione destinata a peggiorare; il maremoto che ha devastato il sud est asiatico ha prodotto danni incalcolabili nell'Oceano Indiano ma soprattutto non si riesce a quantificare il numero delle vittime, tra dispersi e distruzione di interi villaggi e città.

Nel sud della Thailandia la morte è più veloce dei soccorsi, dove cresce di minuto in minuto il numero delle vittime: ora sono 839 - secondo i dati forniti dal ministro dell'Interno -, il doppio di quanto detto soltanto un'ora fa. I feriti sono 7.200, fra di loro numerosi turisti stranieri che avevano avuto la malaugurata idea di trascorrere le feste natalizie in quel paradiso del sud-est asiatico.
Soltanto nelle rinomate isolette di Phi Phi, 40 km al largo delle Andamane, i morti sono oltre 300, stando a un calcolo approssimativo fatto da Wirat Mansa-ad, che conduce le operazioni di soccorso. Ma la spiaggia è ancora coperta di cadaveri, o spinti in mare o restituiti dalle acque. «Ho visto cadaveri dappertutto, per terra, nell'acqua, probabilmente vi sono anche sotto i bungalow», ha detto Wirat, precisando che la maggioranza delle vittime era gente anziana. Testimoni hanno visto un gruppo di 200 villeggianti che appena sbarcati dalla loro imbarcazione sono stati portati via dal maremoto.
Diverse centinaia di persone, personale addetto al settore alberghiero locale e turisti, sono state evacuate da Phi Phi Don, la principale isola dell'arcipelago. Ma restano ancora 800 persone bloccate sulle alture dell'isola, che misura 28 kmq., e tra queste ci sarebbero 400 turisti di nazionalità non precisata. «E' tutto distrutto sull'isola - ha riferito un impiegato di un complesso turistico, Malee Arab -, le onde sono arrivate da tutte le direzioni e hanno raso al suolo tutte le costruzioni». Anche un nipote del re di Thailandia Bhumibol Adulyadej è morto nel devastante maremoto. In precedenza si era parlato di un figlio disperso. Il giovane, Bhumi Jensen, 21 anni, era figlio di un americano (Peter Jensen) e della principessa Ubolratana, la figlia più grande del sovrano, che ha rinunciato ai previlegi del suo status per sposare un borghese. E' stato visto l'ultima volta mentre faceva sport acquatici davanti a una spiaggia presso Krabi (Phuket), prima che il maremoto si abbattesse sulla località turistica.
Il suo corpo è stato ritrovato dai soccorsi vicino alla spiaggia di Khao Lak.
Nello Sri Lanka settanta turisti stranieri, molti dei quali giapponesi, sono morti per il maremoto che ha colpito ieri lo Sri Lanka. Lo ha detto il direttore generale dei servizi turistici, Kalai Selvam. La nazionalità delle vittime non è stata precisata, ha aggiunto.
Sull'isola i morti sono finora 5.860, mentre 1.555 persone sono date per disperse. Tra di esse anche 17 soldati.
Nel nord, controllato dai ribelli tamil, il numero delle vittime sarebbe 820, mentre 800 corpi sarebbero stati recuperati.
I morti ufficiali sono 4.300, ma gli esperti hanno controllato il livello delle acque del mare che continua a salire intorno alle coste. Dati recentissimi parlano di 5.860 vittime.
Il servizio meteorologico indiano ha detto che per le prossime 48 ore le persone devono stare lontano dalle coste perchè si teme l'arrivo di altre onde killer, meno alte delle prime, ma altrettanto micidiali. Le televisioni indiane danno in permanenza i numeri di telefono di vari stati meridionali dove è possibile sapere il nome delle vittime.

Solo in India i morti sono circa 4 mila, tutti nella parte meridionale del sub-continente, ma possono aumentare drammaticamente perchè si pensa che nelle isole di Andaman e Nicobar - vicino all'epicentro del terremoto nelle profondità abissali dell'isola di Sumatra - i morti non siano solo 2.000 come detto finora, ma possono essere 3.000. Le isole sono da ieri senza corrente elettrica e senza la possibilità di comunicare con il resto del mondo. Navi da guerra indiane sono arrivate in prossimità delle isole dove tra poche ore si potrà avere un quadro più dettagliato della situazione. A bordo ci sono gli esploratori con le unità cinofile specializzate.
E a vedere l'oceano che li ghermiva, senza poter far nulla per scansare la morte, sono stati soprattutto bambini. La maggioranza delle vittime di Madras, la metropoli indiana del sud che ora si chiama Chennai, sono bambini. Sono stati identificati stamani negli ospedali i corpi delle piccole vittime decedute nel maremoto di ieri mattina che ha messo in ginocchio l'Asia meridionale. Lo ha detto la televisione Ndtv.
E' la peggiore catastrofe che si sia abbattuta sul continente a memoria d'uomo.

Ecco l'ultimo bilancio delle vittime nei Paesi colpiti ieri dal sisma di 9 gradi della scala Richter, che ha scatenato un maremoto che ha investito l' Asia e lambito le coste dell'Africa orientale. Il numero complessivo dei morti è di oltre 17.000.
Sri Lanka: 5.860 (1.555 dispersi)
Indonesia: 4.448
India: 6.279 almeno
Thailandia: 461
Malaysia: 42
Maldive: 32 (51 dispersi)
Myanmar: 1 (2 dispersi)
Bangladesh: 2
Kenya: 1
TOTALE: 17.126

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