Sabato 15 Dicembre 2018 | 09:37

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Scienziati Usa: vani i tentativi di dare l'allarme

LOS ANGELES - Scienziati statunitensi hanno tentato invano di avvertire i colleghi dell'Asia meridionale che un maremoto stava per investire le loro coste immediatamente dopo il violentissimo sisma. Lo ha rivelato il direttore del Centro di allerta maremoti per la regione del Pacifico.
D'altra parte non esiste un sistema istituzionalizzato di allerta nelle zone interessate, perché catastrofi di questa portata si producono circa una volta ogni settecento anni, ha spiegato Charles McCreery, direttore dell'Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica a Honolulu. «Abbiamo fatto il possibile», ha raccontato, «Ma non avevamo riferimenti nella nostra agenda in quell'area del mondo».
Pochi istanti dopo che gli strumenti avevano registrato la violentissima manifestazione tellurica, McCrery e i suoi collaboratori si sono messi in contatto telefonico con l'Australia, poi con i loro referenti nella Marina militare statunitense, con diverse ambasciate americane e infine al dipartimento di Stato. Ma non sono stati in grado di avvertire i Paesi interessati del pericolo imminente, perché nessuno di questi Paesi dispone di un sistema istituzionalizzato di allarme. «Di fatto abbiamo diffuso un bollettino che riguardava il terremoto, ma destinato soltanto ai Paesi del Pacifico...
che fanno parte di questo sistema di allarme... e quindi anche l'Australia e l'Indonesia», ha spiegato McCreery. Ma mancando un meccanismo di osservazione, gli esperti statunitensi non hanno avuto accesso alle fonti governative o scientifiche.
Un sistema d'allarme come quello istituito lungo la 'faglia del Pacificò avrebbe potuto risparmiare migliaia di persone dal maremoto, secondo gli esperti del servizio geologico statunitense (Usgs). «Migliaia di persone avrebbero potuto essere salvate se fosse stato attivo un sistema di allarme tsunami», ha affermato Waverly Person del National Earthquake Information Center, «E spero che quanto accaduto induca molti a una riflessione seria».
I sistemi di allerta tsunami e per le alte maree sono attivi in tutta la regione del Pacifico. Gli Stati Uniti ne hanno allestiti nelle Hawaii e in Alaska e sono gestiti dal Geological Survey e dal Noaa. Ma nessuna di queste strutture vigila sulla regione dell'Oceano Indiano, ha sottolineato McCreery.
Questi centri richiedono investimenti ingenti e un impegno sul lungo periodo per gestire una rete di comunicazione attiva ventiquattr'ore su ventiquattro, capacità operative, formazione del personale, ha spiegato l'esperto.

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