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Il legale della famiglia della vittima: nel racconto dell'assassino molte «zone oscure»

FOGGIA - Sono diversi gli aspetti della ricostruzione del presunto responsabile, reo confesso, dell'omicidio di Giusy Potenza che non convincono i familiari e l'avvocato Innocenza Starace che li rappresenta.

LA RELAZIONE
«Non crediamo alla versione di Giovanni Potenza e alla relazione - afferma il legale - in primo luogo perché la ragazza aveva un fidanzatino da tre mesi e con lui aveva contatti continui. Inoltre l'uomo non frequentava la casa della famiglia del cugino Carlo. Se dobbiamo credere all'esistenza di una relazione segreta - aggiunge - stupisce la mancanza di contatti telefonici. Finora dall'esame dei tabulati telefonici non ne sono stati rilevati. Lui era spesso in mare. Se fosse esistita la relazione si sarebbero dovuti sentire via cellulare. Com'è possibile - prosegue - che la relazione fosse diventata così intima in poco più di due mesi? Si saranno visti al massimo 15 volte».
L'uomo infatti, ogni settimana, dalla domenica al giovedì era impegnato per lavoro sul peschereccio al largo del mar Adriatico.

L'APPUNTAMENTO
Dubbi l'avvocato Starace li avanza anche sull'affermazione, fatta da un testimone sembra un amico di Giusy, incontrato casualmente nell'emporio dove si era recata a comprare due cd per la madre poco prima dell'omicidio. «Se era una relazione così riservata perché avrebbe dovuto dire la verità a quell'amico, e cioè che l'aspettava in auto il cugino? Perché - chiede ancora Starace - era uscita vestita con una tenuta "da casa" se aveva un appuntamento con l'uomo? Alla madre aveva detto che sarebbero tornati e avrebbero dovuto vedere insieme un film. Inoltre nella ricostruzione si dice che è salita in macchina davanti al negozio alle 18, ma, se la mamma di Giusy si è recata presso l'emporio Bernini verso le 17.35 e non l'ha trovata, dov'era la ragazza?».

LE SCARPE E I CD SCOMPARSI
Anche sulle modalità della morte la versione del presunto assassino non persuade. «È vero che dice che è precipitata per alcuni metri ma le scarpe perché non si trovano? Erano degli stivaletti, è difficile che possa averli persi. E i cd appena acquistati e il cellulare di Giusy, perché nella macchina dell'uomo non sono stati trovati? Che fine hanno fatto? Giusy - continua -presentava delle ferite all'addome da punta non compatibili con la caduta dal dirupo».
Il legale si augura che il giudice per le indagini preliminari faccia tutte queste domande al presunto omicida quando verrà interrogato, probabilmente già domani, giorno di Natale, e afferma infine che lo stesso Pm «non ha escluso la violenza sessuale».

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