Domenica 16 Dicembre 2018 | 04:02

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Giornalisti francesi rapiti in Iraq, le tappe della vicenda

PARIGI - I giornalisti francesi Christian Chesnot, 38 anni, di Radio France Internationale, e Georges Malbrunot, 41 anni, del Figaro, erano scomparsi il 20 agosto in Iraq - insieme con il loro autista siriano Mohammed al-Joundi, ritrovato sano e salvo il 12 novembre - mentre si trovavano a Baghdad ed avevano annunciato alle loro redazioni che sarebbero andati a Najaf.
- 28 agosto: Al Jazira annuncia il rapimento dei due da parte dell'Esercito islamico in Iraq (lo stesso del sequestro e dell'uccisione di Enzo Baldoni) che chiede alla Francia di abrogare la legge che proibisce di ostentare simboli religiosi - fra i quali il velo islamico - a scuola e lancia un ultimatum di 48 ore.
- 29 agosto: il premier Jean Pierre Raffarin presiede due riunioni di crisi, il ministro dell'interno Dominique de Villepin incontra il Consiglio francese del culto musulmano, Chirac invia il ministro degli esteri, Michel Barnier, nella regione mediorientale.
- 30 agosto: il governo conferma che la legge sul velo sarà applicata alla riapertura delle scuole. Raffarin riunisce i partiti. Al Jazira trasmette un nuovo video con i due ostaggi, l'ultimatum è prolungato di 24 ore.
- 31 agosto: riunione di preghiera nella moschea di Parigi, con de Villepin. Scade il secondo ultimatum.
- 1 settembre: Barnier ha incontri in Egitto, Giordania e Qatar. Interviene su Al Jazira e ricorda la posizione della Francia su temi come la Palestina e l'Iraq.
- 2 settembre: il Consiglio francese del culto musulmano incontra a Baghdad il Comitato degli Ulema. L'ambasciatore in Iraq, Bernard Bajolet, afferma che i due giornalisti sono «vivi, in buona salute e ben trattati».
- 3 settembre: la compagna di Georges Malbrunot, Sylvie Cherpin, afferma che la liberazione dei due giornalisti «non è imminente».
- 18 settembre: l'Esercito islamico in Iraq annuncia che Chesnot e Malbrunot sono liberi e che hanno accettato di informare sull'attività della guerriglia.
- 27 settembre: viene alla luce la missione del deputato dell'Ump Didier Julia. Uno dei suoi collaboratori, Philippe Brett, rivela che la liberazione dei due ostaggi è vicina.
- 1 ottobre: Julia afferma che la liberazione dei due giornalisti è fallita per colpa degli americani che hanno istituito posti di blocco e bombardato la zona di Falluja.
- 5 ottobre: Raffarin mostra un video con i due giornalisti girato il 18 settembre. Barnier rivela che il processo della loro liberazione si è interrotto il 30 settembre mentre era nella sua fase finale.
- 25 ottobre: Barnier annuncia che il dialogo con i rapitori è stato ristabilito.
- 10 novembre: per il portavoce del governo francese, Jean-Francois Copè, la «preoccupante» situazione in Iraq rende «particolarmente difficili» le cose per la liberazione dei due giornalisti.
- 12 novembre: l'esercito americano annuncia di aver ritrovato sano e salvo a Falluja l'autista siriano di Chesnot e Malbrunot.
- 14 novembre: il premier Raffarin riferisce che «i due ostaggi sono in una zona relativamente serena, e questo ci ridà fiducia».
- 24 novembre: il segretario di Reporters sans frontieres, Robert Menard, dice che Chesnot e Malbrunot «erano in vita il 10 novembre».
- 12 dicembre: per il premier Raffarin, «bisogna essere discreti ma fiduciosi».

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