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La mappa delle aree d'eccellenza

ROMA - Questa da nord a sud la mappa delle aree di eccellenza nella sanità secondo il rapporto Osservatorio salute 2004.
- PIEMONTE Si distingue per i programmi di screening per i tumori femminili della mammella e della cervice, che sono stati in grado di coprire correttamente la popolazione obiettivo dello screening.
- LIGURIA Ha la più bassa mortalità extraospedaliera per infarto, pari al 70% contro una media nazionale del 79,2%. L'infarto acuto del miocardio (IMA) costituisce una delle principali cause di morte (7,5% delle morti maschili e 5,2% di quelle femminili). L'ospedalizzazione tempestiva del soggetto infartuato e l'utilizzo di terapie mirate in un ambiente altamente specialistico sono in grado di sottrarre alla morte l'infartuato e recuperarlo a una vita normale.
- LOMBARDIA. Non esporta nessun paziente. La mobilità ospedaliera interessa circa 660.000 pazienti italiani (7,1%) nella modalità ordinaria e oltre 205.000 pazienti (il 6,1%) nella modalità di day hospital. La Regione dove il fenomeno di mobilità in uscita è minore in assoluto è la Lombardia.
- VAL d'AOSTA. Con la percentuale del 94,8 colecistectomia laparoscopica si pone all'avanguardia nell'utilizzo di tecnologie innovative. In Italia la percentuale media è del 77,9 di interventi di colecistectomia laparoscopica. La colecistectomia laparoscopica, pur rappresentando la tecnica di scelta per la rimozione chirurgica della colecisti, in alcuni casi, è ancora una procedura sottoutilizzata. La procedura comporta un maggior investimento in tecnologia da parte dei soggetti erogatori, la necessità di apprendere la tecnica da parte dei professionisti e maggiori costi legati ai presidi monouso connessi al singolo intervento.
- PROVINCIA DI BOLZANO. E' il territorio con la più bassa percentuale di tagli cesarei: 19,9 contro una media nazionale del 35,8. Nella classifica delle regioni più virtuose seguono il Friuli Venezia Giulia e la Toscana; quelle con la proporzione più elevata sono la Campania, la Basilicata e la Sicilia.
L'OMS ha indicato con 10-15% la proporzione di parti cesarei che garantisce il massimo beneficio complessivo per madre e bambino.
- FRIULI VENEZIA GIULIA. A questa regione va la maglia rosa della salute della donna e del bambino, sulla base dei tassi triennali. La mortalità infantile è la più bassa, insieme a Veneto, Trento e Bolzano, e dove sono più virtuosi insieme a Bolzano per quanto riguarda i numeri dei cesarei. Sempre in Friuli si registra inoltre, un tasso basso di interruzioni volontarie di gravidanza ed una diminuzione delle interruzioni spontanee (anche se è la più elevata in Italia). Inoltre, in netta controtendenza rispetto alle altre regioni italiane, in Friuli si verifica una riduzione della mortalità anche nelle donne, per quanto concerne i tumori di trachea-bronchi e polmone, più direttamente collegati al fumo, dal 1991 al 2001.
- VENETO. E» tra le regioni che più di tutte hanno ridotto il tasso di mortalità per tumori. Questa riduzione nel periodo dal 1991 al 2002 è stato per i maschi del 8,5% e per le femmine del 2,0%.
- PROVINCIA DI TRENTO. Vi si registra la maggiore speranza di vita libera da disabilità a 65.anni: rispettivamente 16,5 anni per le femmine e 14,9 anni per i maschi. Considerando la differenza tra la speranza di vita e la speranza di vita senza disabilità, che indica il numero medio di anni di vita con disabilità, per gli uomini ammonta a 2,7 anni mentre per le donne è pari a 4,7 anni.
- EMILIA ROMAGNA. E' la Regione con più bassa mortalità per malattie circolatorie; dal 1981 al 2001 risulta dimezzato il tasso di Interruzione volontaria della gravidanza.
E' la regione con maggior consumo di pesticidi ma è anche la regione che fa il maggior utilizzo di prodotti biologici.
- TOSCANA. Rappresenta una sorta di laboratorio per la ripartizione del fondo sanitario regionale. Inserendo tra i criteri di ripartizione anche una componente legata ai livelli di efficienza e appropriatezza raggiunti dalle diverse ASL, ha inserito nuove formule di riparto che hanno carattere premiante e motivazionale per le direzioni delle ASL.
- LAZIO. Nel periodo dal 1991 al 2001 ha avuto la maggiore riduzione (quasi il 7%) del tasso di mortalità per cardiopatia ischemica e il risultato ottenuto nella Regione Lazio è frutto del comune e diffuso progresso terapeutico e del miglioramento dei fattori di rischio del decennio preso in considerazione: ma occorre ricordare che nel nostro Paese la cardiopatia ischemica rimane tuttora una delle principali cause di morte.
- UMBRIA. La percentuale di day surgery su tutti i ricoveri è del 42%, la più alta di Italia (la media nazionale è del 28,7%). Il dato indica la tendenza della Regione Umbria a razionalizzazione Il numero dei posti letto e a ridurre il tasso di ospedalizzazione.
- CAMPANIA. La Regione Campania ha la più ampia copertura vaccinale anti-influenzale nella popolazione anziana: il 76,7% degli ultra 65ennni si è vaccinato contro una media italiana del 60,1%. E' l'unica regione ad aver raggiunto la soglia indicata dal Piano Sanitario Nazionale.
- MARCHE. Un'unica Asl ha permesso di semplificare il sistema sanitario regionale. Nelle Marche hanno istituito l'Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR), determinando un forte riassetto del sistema sanitario. Nasce dalla fusione delle preesistenti 13 Unità Sanitarie Locali ed è articolata in 13 Zone Territoriali.
ABRUZZO. E' la regione italiana che più di tutte nel periodo 1991-2001 ha ridotto il tasso di mortalità da disturbi circolatori dell'encefalo (ictus) in ragione del 7%. I disturbi circolatori dell'encefalo rappresentano un'importante quota di mortalità che attiene alle malattie cardiovascolari, nonch la più importante causa di invalidità nelle comunità Occidentali.
- MOLISE. Si registra il più basso tasso di ricovero per asma bronchiale nei bambini: 1,07 contro la media nazionale che è di 1,60. L'asma bronchiale è una sindrome caratterizzata da un aumento delle resistenze delle vie aeree, generalmente a carattere accessionale, con periodi di crisi, seguiti da intervalli asintomatici, conseguente ad uno spasmo della muscolatura liscia bronchiale, eventualmente associata ad edema della mucosa e ipersecrezione di muco. L'Asma bronchiale è riconosciuta come malattia sociale dal 1999 ed è la patologia cronica più frequente nei bambini, per i quali rappresenta anche un'importante causa di mortalità.
- BASILICATA. E' la regione del sud Italia che più di tutte ha ridotto la mortalità per tumore della mammella. Tra le misure preventive per contrastare il tumore della mammella vi sono la sensibilizzazione delle donne all'autopalpazione del seno, primo passo verso la diagnosi precoce, e le corrette abitudini alimentari tendenti ad evitare l'obesità, soprattutto nel periodo della menopausa. Ma il vero perno della lotta a questa neoplasia è la prevenzione secondaria: in genere una mammografia ogni due anni nella fascia di età 50-69 anni. In questo settore la Basilicata raggiunge l'eccellenza essendo tra le regioni del Sud che più di tutte si sono impegnate per attivare specifici, efficaci programmi di screening per il tumori della mammella che è la prima causa di morte per le donne nella fascia di età dai 35 ai 69 anni.
- PUGLIA Sono i maschi e le femmine di questa regione a guadagnare più anni di vita: tra il 1951 e il 2002 il l'aumento di anni è stato rispettivamente di 14,8 e 17,7.
La durata media della vita in Italia è oggi tra le più lunghe del mondo: nel 2001, ultimo anno per il quale sono disponibili dati a livello internazionale, gli uomini italiani con una durata media della vita di 76,7 anni si collocano al terzo posto dopo il Giappone (78,1 anni) e la Svezia (77,5 anni). Le donne, che in quell'anno avevano una durata media della vita di 82,7 anni, si collocano al quarto posto, precedute dal Giappone (84,9 anni), dalla Francia (83 anni) e dalla Spagna (82,9 anni).
Tra il 1951 e il 2002, in media in Italia gli uomini hanno guadagnato 12,9 anni e le donne 15,4.
- SARDEGNA. Si registra uno dei maggiori aumenti di famiglie monopersonali non conviventi: + 48,3% dal 1991 al 2001.
In un sistema assistenziale e di welfare come quello italiano, nel quale si fa largo affidamento sulle reti famigliari, la struttura delle famiglie e le sue modifiche nel tempo costituiscono un parametro importante sul quale calibrare l'organizzazione dell'assistenza sociale e sanitaria.
Nel 2001 sono state censite in Italia quasi 22 milioni di famiglie, con un incremento di quasi il 10% rispetto al censimento precedente.
- CALABRIA. E' stata la prima regione a deliberare l'abolizione dei Lisa (i libretti di idoneità sanitaria per alimentaristi) segno di un impegno per l'abolizione di pratiche inutili ed inefficaci. Le pratiche di riconosciuta inutilità o inefficacia, per le quali si propone abrogazione o modifica della normativa, sono essenzialmente rappresentate dai Libretti di Idoneità Sanitaria per Alimentaristi (LISA), benchè anche altre pratiche siano attualmente messe in discussione, quali ad esempio i Certificati Sanitari, i Regolamenti di Polizia Mortuaria e alcune Prestazioni Veterinarie. L'indicatore utilizzato dall'Osservasalute è stato dunque il numero delle regioni sul totale italiano che hanno promosso attività per l'abolizione dei LISA. Si tratta di un indicatore di processo atto a verificare il livello di coinvolgimento a livello generale in attività preventive basate su evidenze di efficacia.
- SICILIA. E' leader con un investimento in attesa di essere assegnato pari a 46.792.065 euro e un finanziamento dai fondi stanziati dalla finanziaria 1988 di 1.162.817.685,55 euro.
La spesa per investimenti rappresenta un indicatore importante per valutare la capacità di un sistema sanitario di ammodernare costantemente le proprie dotazioni strutturali, impiantistiche e tecnologiche. Gli investimenti in edilizia, impiantistica e tecnologia sanitaria sono quindi indispensabili per combattere l'obsolescenza del capitale investito.

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