Venerdì 14 Dicembre 2018 | 23:17

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Lunedì il vertice del "Gad": forse si andrà alle "primarie"

ROMA - Il vertice del centrosinistra di domani non si annuncia ancora risolutivo per le candidature regionali, ma alla vigilia dell'incontro si fa strada nelle parole di alcuni esponenti la consapevolezza di dover circoscrivere il fuoco delle polemiche.
Come? O prendendo altro tempo (Boselli) oppure esportando il modello delle primarie dalla Puglia alla Lombardia e anche alla Basilicata (Pecoraro Scanio). Nessun leader ha fatto cedimenti rispetto alla propria linea: per primo Mastella, che non ha esitato a respingere ogni forma di compensazione rispetto all'obiettivo principale di un candidato governatore. Nei ragionamenti che si fanno però prevale uno sforzo di stemperare il sovraccarico di tensioni delle settimane passate. La disponibilità di Bertinotti a partecipare al vertice di domani e ad accettare le primarie per la scelta del candidato anti-Fitto va sicuramente in questa direzione.
Fassino, intervistato da "Repubblica", ha preso le mosse dalla situazione «davvero drammatica» del Paese per invitare gli alleati a rimboccarsi le maniche e «a mettere da parte le proprie gelosie». Le esigenze di ciascuno, ha detto, sono legittime «fino a quando non oscurano il tutto». È tornato Prodi «colmando un vuoto» e attorno al leader ritrovato «dobbiamo dislocare una classe dirigente che noi abbiamo e il centrodestra non ha». A cominciare, naturalmente, dalle regionali. La Gad è più avanti del centrodestra - ragiona Fassino - avendo scelto 11 dei 14 candidati: non tutti possono avere un candidato governatore, ma Fassino ritiene sia possibile trovare soluzioni adeguate, non cercandole soltanto tra i candidati presidente «ma considerando anche altri incarichi istituzionali». Quello di Fassino è sicuramente un discorso «erga omnes», ma ha trovato orecchie sensibili soprattutto dalle parti dell'Udeur.
Non a caso Clemente Mastella ha replicato stasera per confermare l'indisponibilità dell'Udeur a ogni forma di compensazione. Ha lasciato intatto il dubbio sulla sua presenza al vertice in programma domani, e ha chiarito che non accetta candidature alle elezioni provinciali quale indennizzo: a scanso di equivoci, ha rinunciando ai candidati presidenti provinciali di Caserta e Taranto. Mastella guarda ancora più in là e, rivolto a Prodi, chiede di sapere se le idee democristiane trovano cittadinanza, validità e rilievo nella coalizione. A questo interrogativo Mastella chiede una risposta «prima» delle elezioni perché «non si capisce come, dopo, ci possano essere per noi, sul piano locale, quelle garanzie che oggi politicamente non ci vengono date, visti i pretesti e le litigiosità di alcuni partner nei nostri confronti».
L'Udeur mantiene il punto senza tentennamenti. Ed Enrico Boselli, leader dello Sdi, non sottovaluta le parole di Mastella. Boselli invita l'alleanza, se necessario, a prendere tempo e a non affrettare le decisioni sulle candidature con il rischio di «portare ulteriori complicazioni». Prendere tempo, però, potrebbe anche voler dire esporre il centrosinistra a nuove raffiche polemiche disorientando gli elettori, come teme il leader dei Verdi, Pecoraro Scanio. Piuttosto, propone, esportiamo la soluzione pugliese delle primarie anche in Lombardia e in Basilicata. In questo modo si darebbe un colpo «alla logica delle proposte ultimative» e i partiti potrebbero aprire il tavolo programmatico nelle regioni «per passare dalle polemiche sterili alla preparazione dei programmi».

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