Venerdì 14 Dicembre 2018 | 06:26

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Guglielmo Marconi e i pionieri della «comunicazione senza fili»

Radio, MarconiAnche se non ormai non ci facciamo più caso, nella vita di tutti i giorni abbiamo a che fare in modo assai intenso con le onde radio. Il motivo è spiegabile in questo breve elenco: trasmissioni radiofoniche e televisive, telefoni cellulari, comunicazioni via satellite, radar e sistemi di radio-navigazione, previsioni meteorologiche....
E oggi siamo arrivati nell'era del wireless, cioé senza fili: in pratica, possiamo utilizzare nel nostro ufficio un computer senza l'ausilio del tradizionale fascio di cavi, spine e prese. Ma , sempre a proposito di senza fili, fino a meno di cent'anni fa, nulla di tutto ciò esisteva: il telegrafo e il telefono potevano mandare messaggi a grandi distanze, ma solo in luoghi dove i cavi erano fondamentali per i collegamenti.
Nel 1896, arrivò il grande e storico evento: lo scienziato italiano Guglielmo Marconi avviò esperimenti utilizzando onde radio per comunicare, che viaggiavano nell'aria, e siccome l'apparecchio ricevente e quello trasmittente non erano collegati da fili, il sistema divenne famoso come comunicazione senza fili.
Passo dopo passo Marconi rese i suoi apparecchi sempre più potenti e inviò messaggi radio a distanze sempre maggiori.

Il lavoro di Marconi non sarebbe stato possibile senza il precedente contributo di altri scienziati. Sempre in Italia, nel 1800 Alessandro Volta (1745-1827) realizzò una pila (in pratica la prima batteria) in grado di produrre elettricità.
E successivamente, Hans Oersted (1777-1851), André Ampère (1775-1836), Michael Faraday (1791-1867) e Joseph Henry (1797-1878), condussero ben presto esperimenti sulla corrente elettrica che la pila produceva.

Ma chi aveva iniziato a sperimentare ciò che poi Marconi metterà in pratica, fu il fisico tedesco Heinrich Hertz (1857-1894), il quale, eseguendo un tipico esperimento di fisica, preparò la strada per rivoluzionare le telecomunicazioni. Una scintilla ad alta tensione, veniva prodotta da due elettrodi, mentre a una certa distanza altri due elettrodi simili erano collegati tra loro da un conduttore. Allo scoccare della scintilla tra i primi due elettrodi, un'altra se ne produceva tra i secondi, nonostante l'assenza di un collegamento elettrico diretto tra le due coppie: l'energia della prima scintilla si propagava attraverso l'aria e veniva concentrata dal circuito ricevente producendo una seconda scintilla.
Hertz non si rese conto subito della possibilità di trasmettere energia senza cavi per un pratico sistema di comunicazione. Ma in pratica fu dal quel test, all'apparenza banale, e che poi Guglielmo Marconi metterà in pratica, che nacque la radio.

A. Lo Campo

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