Domenica 16 Dicembre 2018 | 07:33

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Il presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo Riva, Emilio Riva: «Sono soddisfatto»

BARI - L'accordo siglato oggi alla Regione Puglia per interventi diretti al miglioramento dell'impatto ambientale derivante dallo stabilimento Ilva di Taranto soddisfa anche il presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo Riva, Emilio Riva. «Se ho firmato questo accordo - ha detto ai giornalisti subito dopo - vuol dire che sono soddisfatto».
Cambia il rapporto con la città e il territorio? «Ci conto molto», ha risposto Riva secondo il quale «tutto l' accordo completo dà modo di continuare a sviluppare lo stabilimento Ilva che, e nessuno lo dice, è il più grosso stabilimento di occupazione italiana con 13.500 iscritti al libro matricole, circa 3000 dell' indotto e altri 4000 nelle attività di servizi; sono 20.000 persone. Nessun'altra città in Italia ha una concentrazione di 20.000 persone».
L' Ilva conferma il piano industriale che «certo - ha detto Emilio Riva - andràmodificato, perchè sono passati due anni» dacchè è stato redatto. Rispondendo ancora alle domande dei giornalisti sui tempi dell' accordo, siglato dopo due anni di confronto, Riva ha aggiunto: «Non so se si poteva firmare prima questo accordo, quando abbiamo trovato l' accordo lo abbiamo firmato. Ci sono voluti i tempi tecnici, è stato necessario mettere d' accordo molti soggetti, non uno solo».
Soddisfatto Riva anche per la decisione degli enti locali di revocare la costituzione di parte civile nel contenzioso giudiziario in corso con l' Ilva per questioni ambientali. «Certo che sono contento - ha detto Emilio Riva - Se firmo un accordo e dopo devo litigare a che serve? Ho apprezzato questo passaggio degli enti locali».
Due precedenti accordi - hanno ancora chiesto i giornalisti - non sono riusciti a disinnescare i processi giudiziari in ordine al parco minerali, pensa che questa ultima versione dell' intesa firmata oggi riuscirà a farlo? «Io ci conto - ha risposto Riva - Perchè se mi sequestrassero i parchi minerali (che non sono sequestrati sono confiscati, se confermano in Cassazione) mi dicano come faccio a lavorare. Senza minerale non posso alimentare i forni. Io non interferisco mai con la magistratura, la magistratura è indipendente faccia quello che meglio crede, io subisco le conseguenze, cercherò di difendermi sicuramente».

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