Martedì 11 Dicembre 2018 | 14:46

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Il Milan umilia la Fiorentina 6-0

MILANO - Il Milan è pronto e il 6-0 rifilato alla Fiorentina lo dimostra. Calcio - Shevchenko del Milan Sabato prossimo, la Juventus troverà sulla sua strada una squadra in grande forma che ha un attacco eccezionale e una difesa di campioni. Quanto basta per rendere poco tranquilla la vigilia dei bianconeri che nel big match del prossimo turno avranno il solo vantaggio di giocare in casa. Per il resto, il Milan ha ritrovato tutti i suoi giocatori, anche quelli come Seedorf e Kakà che hanno avuto un inizio difficile di stagione. E l'attacco non è più solo Shevchenko: basta chiedere al trio Delli Carri-Viali-Dainelli quanto hanno corso invano per fermare Hernan Crespo.
La sfida Galliani-Della Valle sul campo è decisamente più facile per il vicepresidente rossonero di quanto non sia in Lega calcio. E il punteggio tennistico si spiega anche con una ripresa non giocata dalla squadra di Buso, che esce dagli spogliatoi sotto di due gol ma senza alcuna voglia di recuperarli. Inspiegabile l'atteggiamento della Fiorentina che lascia campo, spazi e, soprattutto, altre quattro reti ai rossoneri che giocano 45' da soli senza alcuna opposizione.
Andriy Shevchenko può portare a 102 i suoi gol con la maglia del Milan e legittimare la vittoria del Pallone d'oro che gli verrà consegnato domani. Ma se l'ucraino fa ormai poca notizia, è Hernan Crespo l'uomo in più di una squadra che temeva di soffrire l'assenza degli infortunati Tomasson e Inzaghi. Invece, l'argentino non solo segna con continuità, ma delizia i 70mila del Meazza anche con i suoi assist e la sua presenza costante in area.
Il festival del gol rossonero inizia proprio da un rigore procurato da Crespo abbracciato in area da Delli Carri: Pirlo calcia male dal dischetto ma, sulla respinta di Lupatelli, Seedorf entra per primo, e in anticipo, in area e mette in rete di testa in un'azione da annullare ma che Rodomonti convalida. Ancora dai piedi di Crespo parte il tiro che scavalca Lupatelli e che Chiellini rinvia goffamente nella sua rete, anche perché Viali fa di tutto per disturbarlo.
Sotto di due gol, al 24' la Fiorentina fa ufficialmente il suo ingresso in campo con i primi segni di vita di Riganò che prima grazia Dida lisciando un tiro-passaggio di Ujfalusi e poi vede un suo bel colpo di testa sfiorare il palo. Poteva esserci subito la rete della speranza, ma l'attaccante viola sbaglia e poi rimane troppo solo con Miccoli che gira sempre al largo dall'area del Milan, lasciando senza lavoro Maldini e Nesta.
È l'unico momento in cui si vede una partita, visto che i padroni di casa rifiatano dopo il doppio vantaggio e la Fiorentina cerca finalmente di giocare a calcio. Ma è solo una parentesi, perché l'intervallo spegne definitivamente le velleità dei viola che rientrano in campo senza alcuna voglia di lottare. Buso deve inserire Roccati per Lupatelli ma sembra che tutti i suoi giocatori siano andati sotto la doccia.
La ripresa è infatti un monologo rossonero con quattro gol e una sensazione di totale onnipotenza contro i fantasmi toscani. La Fiorentina, infatti, non c'è più e Shevchenko può mettere la sua firma sul match ringraziando al 7' l'assist di Kakà e al 28' quello di Crespo. In mezzo alla doppietta dell'ucraino, c'è anche tempo per applaudire lo splendido diagonale di Crespo che non sente neanche la rimonta di Piangerelli e trova il gol sfruttando il bel lancio di Pirlo.
Entra Rui Costa al 21' per la sua prima partita contro la squadra in cui ha giocato 7 anni, ma è ormai tutto facile per tutti e il portoghese non deve neanche combattere l'emozione per giocare una partita che poteva essere ben più complicata. In campo, infatti, non c'è più bisogno di lottare e aggredire ma c'è ancora spazio per Seedorf che firma la sua doppietta in un'area viola sempre più deserta. Roccati incassa quindi quattro reti senza averne colpa, ma poteva andargli anche peggio visto il pomeriggio di sciopero dei difensori.
La quarta vittoria consecutiva del Milan arriva quindi al termine di un pomeriggio facile facile. Ma la dimostrazione i forza fatta dai rossoneri è un chiaro segnale per la Juventus che dovrà sudare non poco per scucire lo scudetto dalle loro maglie.

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