Martedì 11 Dicembre 2018 | 16:18

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Approvato il Pit del Subappennino dauno

BOVINO (FOGGIA) - «Nella programmazione regionale abbiamo compiuto una scelta ben precisa, quella cioè di guardare a questa provincia come a una delle aree che vivono le maggiori difficoltà». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, nel corso della manifestazione che si è svolta a Bovino subito dopo che la Giunta regionale ha approvato il Pit n.10. «Il Pit del Gargano - ha ricordato Fitto - è concentrato in quel territorio (il Gargano appunto) e sviluppa le potenzialità turistico-culturali e infrastrutturali tipiche di quella zona. Questo Pit, invece, ha una valenza maggiore perché nella programmazione regionale i Pit erano solo nove. Abbiamo voluto portare il numero a dieci e tra l'altro questo del Subappennino ha anche la maggiore dotazione finanziaria, è l' area più lontana dai centri decisionali».
«E' l'area della nostra regione - ha proseguito Fitto - alla quale dedichiamo un'attenzione concreta in termini di infrastrutture, incentivi, formazione e servizi per riavvicinarla al contesto regionale e per consentire uno sviluppo adeguato. E' questo l'obiettivo condiviso da tutti i 28 sindaci di questo territorio, dai due presidenti delle Comunità Montane, dal presidente della Provincia e da tutte le organizzazioni di categoria».
Gli aspetti essenziali del Pit sono: la concentrazione degli interventi su azioni finalizzate al miglioramento del contesto socio-economico e dei servizi territoriali di imprese; l'integrazione progettuale e precisi ambiti territoriali, destinatari del complesso delle azioni programmate, così da attivare e sviluppare le potenzialità ancora inespresse.
Gli obiettivi principali che si prefigge il Pit sono quelli di invertire le spinte allo spopolamento attraverso la valorizzazione del territorio e delle risorse locali; garantire, inoltre, disponibilità idriche adeguate per la popolazione e le attività produttive; migliorare la competitività territoriale; accrescere la sicurezza; risanare le aree contaminate rendendole disponibili a nuovi utilizzi economici, residenziali o naturalistici; promuovere la rete ecologica come infrastruttura di sostegno dello sviluppo compatibile; consolidare il patrimonio archeologico, architettonico e paesaggistico e favorire infine la creazione e il rafforzamento dei servizi alle imprese.

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