Venerdì 14 Dicembre 2018 | 14:00

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Epifani: il governo è isolato

Guglielmo Epifani MILANO - «Il Governo è isolato e per non naufragare si aggrappa agli specchi. Non siamo noi le allodole». Lo ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, parlando nel corso del corteo organizzato dai sindacati a Milano per lo sciopero generale.
«Il Governo - ha proseguito - aveva promesso di avviare con noi un vero confronto sulle politiche dello sviluppo e della difesa dei redditi. Ma non si è fatto assolutamente nulla».
«Il Governo - ha proseguito il leader della Cgil - è totalmente solo in questa manovra finanziaria. Non ha il sindacato confederale con sè, non ha il sindacato di destra, non ha la Confindustria, non ha le altre associazioni di impresa». Secondo Epifani, poi, nel proprio isolamento il Governo oggi non può contare nemmeno su «Comuni, Regioni, Province. E' il Governo ad essere isolato nel paese».
Guardando alla situazione economica italiana Epifani ha spiegato che «sono quattro anni che il paese cresce dell'1% all'anno, siamo un paese sostanzialmente fermo, mentre accanto a noi altri paesi corrono».
Parlando della manovra finanziaria Epifani ha detto che «avremmo voluto un'idea per aiutare il Paese a riprendere la strada dello sviluppo, ma con questa Finanziaria si fa per l'ennesima volta esattamente il contrario, si tagliano tutti gli investimenti pubblici e si scoraggiano quelli privati».
«Sarebbe stato meglio se la ministra Moratti avesse dato corso alla minaccia di dimissioni, per non legare la propria sorte al disastro della scuola». Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parlando nel corso del comizio conclusivo della manifestazione sindacale indetta a Milano in occasione dello sciopero generale.
«Se potessi indicare un simbolo del perché le cose non vanno nel nostro Paese - ha spiegato Epifani - indicherei lo stato della scuola, della ricerca e dell'università, siamo al caos totale, a cui si aggiunge una riforma sbagliata, che non condividiamo».
Epifani ha aggiunto che «di fronte a questa situazione della scuola così grave, la finanziaria taglia gli investimenti e se si voleva dimettere la ministra Moratti, figuriamo lo stato d'animo dei lavoratori, delle famiglie italiane e del sindacato». Rivolgendosi al ministro Moratti Epifani ha aggiunto che «sarebbe stato corretto dimettersi per non legare la propria sorte al disastro della scuola».

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