Giovedì 13 Dicembre 2018 | 13:52

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Punto di forza del Pit Salento è il consolidamento e l'innovazione del sistema produttivo locale incentrato sulla presenza diffusa di imprese manifatturiere

CASARANO (LECCE) - Punto di forza del Pit Salento è il consolidamento e l' innovazione del sistema produttivo locale incentrato sulla presenza diffusa di imprese manifatturiere.
Dal punto di vista economico, l'area salentina leccese - secondo lo studio compiuto per l' eleborazione del Pit - è caratterizzata da due elementi: la marcata diffusione di piccola e piccolissima imprenditoria manifatturiera che ha contribuito alla formazione di un polo produttivo del tessile, dell'abbigliamento e calzaturiero lungo l'asse di Casarano, Nardò e Tricase e da un elevato dinamismo del settore terziario con segni di particolare vivacità nel comparto dei servizi alle imprese.
La struttura dimensionale delle imprese manifatturiere operanti nell'area del Pit - si rileva tra l' altro - «appare ancora eccessivamente dominata da micro-unità con una struttura finanziaria piuttosto debole». L'elevato grado di concentrazione di piccole e medie imprese implica, tuttavia, implica «fitti rapporti fra aziende finali e aziende di fase così come l'elevata frammentazione del ciclo produttivo, che rende le imprese calzaturiere e quelle del tessile abbigliamento fortemente interdipendenti tra di loro e con le numerose aziende dell'indotto, consente di perseguire per lungo tempo buoni livelli di economicità delle lavorazioni». La rete di trasporto nell'area jonico-salentina, pur essendo posta al terminale delle grandi direttrici nazionali e, principalmente, del corridoio plurimodale adriatico, «resta - secondo quanto emerge dallo studio - inadeguata nella connessione intermodale tra i diversi sistemi esistenti; anche le reti viarie risultano sufficienti, ma inadeguate per il trasporto delle merci».
Attraverso la realizzazione del Pit si intende principalmente attivare il processo di rilancio del sistema manifatturiero locale «per creare le condizioni necessarie per sostenere la competizione nazionale e internazionale con sistemi locali più avanzati».
Obiettivi generali sono quindi: creare nuovi margini di competitività fondati sull'innovazione tecnologica, sulla valorizzazione del capitale umano, sul miglioramento dell'efficacia ed efficienza della Pubblica Amministrazione, sul potenziamento della rete logistica e infrastrutturale, sulla ricerca e sulla formazione. Con il Pit si intende soprattutto «spingere il territorio ad assumere un ruolo da protagonista all'interno dello scenario mediterraneo, attraverso attività di marketing territoriale tese ad instaurare rapporti diplomatici e di affari con le autorità dei paesi mediterranei». I progetti integrati territoriali (Pit) rappresentano una delle novità più rilevanti del Quadro Comunitario di Sostegno per le regioni italiane dell' obiettivo 1 nel periodo 2000-2006. L'obiettivo principale, perseguito anche nel POR Puglia 2000-2006, è quello di sostenere lo sviluppo territoriale con un nuovo approccio che migliori l'efficacia degli investimenti pubblici e aumenti l'effetto leva su quelli privati. I PIT costituiscono una modalità innovativa di utilizzo dei fondi strutturali incentrata su un complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra di loro, che convergono verso un comune obiettivo di sviluppo del territorio, giustificando un approccio attuativo unitario. Tali azioni sono inoltre connotate da una massa critica adeguata anche dal punto di vista finanziario. La gestione dei progetti integrati richiede, anche in Puglia, un impegno rilevante delle autonomie locali ad agire come sistema integrato che aggreghi idealità ed interessi in grado di esprimere una visione condivisa di sviluppo a medio e lungo termine e sappia orientare e far convergere risorse ed opportunità verso tale obiettivo. I soggetti proponenti sono infatti chiamati a svolgere un insieme di attività su scala sovracomunale destinate a produrre effetti prolungati nel tempo, quali. Sviluppo e consolidamento dell'imprenditorialità, emersione del lavoro non regolare, miglioramento delle risorse umane nel settore della ricerca e sviluppo tecnologico, promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro, aiuti al sistema industriale (Pmi e Artigianato), interventi di completamento e miglioramento delle infrastrutture di supporto e qualificazione dei bacini logistici dei sistemi produttivi locali. Previste anche azioni per le risorse umane (settori sistemi industriali, dell'agricoltura, turismo, commercio) e in favore del partenariato socio-economico.

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