Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 20:09

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La famiglia, non vogliamo taglie nè far west

LECCO - «Siamo tutti distrutti, ma sia chiara una cosa: non vogliamo il Far west, non vogliamo taglie o regolamenti di conti.: abbiamo piena fiducia nelle forze dell'ordine e nella legalità». Marco Invernizzi, 30 anni, carabiniere in congedo, di professione autista, è il genero di Giuseppe Maver, il gestore della stazione di servizio ucciso da due banditi nella serata di giovedì a Lecco.

«Mio suocero - prosegue Invernizzi - era una persona che amava moltissimo la sua famiglia, ed era affezionato in particolare a mio figlio Daniel, di 16 mesi. Mio suocero era molto riservato sul lavoro, ma con le persone, al di fuori della sua attività, era cordiale e gentile. Qualche tempo fa aveva aiutato concretamente la parrocchia. Nel periodo di 'Telethon', quando la domenica era di riposo, andava ad aiutare quelli che montavano il banchetto. Si era iscritto alla Lega Nord».
Il giovane non sa dare una spiegazione per quanto avvenuto: «Mio suocero non aveva certo nemici - prosegue - Poteva aver avuto degli screzi sul lavoro, come accade a tutti. Ma da questo ad arrivare a quanto accaduto, mi sembra che ce ne passi. Non riusciamo proprio capire perchè sia accaduta una cosa del genere».
La famiglia del benzinaio non cerca vendetta, si affida alla giustizia: «Speriamo che le forze dell'ordine riescano al più presto a trovare qualche traccia. Mia suocera ha già parlato con gli inquirenti, raccontando loro quello che sapeva. Tutto ciò che sappiamo è che due giovani a piedi hanno sparato due colpi a sangue freddo. Noi vogliamo solo una cosa: che sia fatta giustizia, vogliamo che tutto avvenga nell'ambito della legalità. Noi desideriamo che le due persone che hanno ucciso mio suocero, siano identificate e catturate: ma vogliamo anche che siano processati davanti ad un tribunale della Repubblica».

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