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Offensiva diplomatica dell'Iran a favore di nuove elezioni in Iraq

TEHERAN - C'è anche l'Iran tra i protagonisti della kermesse diplomatica di Sharm el Sheikh, con il ministro degli esteri Kamal Kharrazi impegnato, tra ieri e oggi, in una serie di incontri non solo sul ruolo che il suo Paese può svolgere in Iraq, ma anche sul programma nucleare della Repubblica islamica.
Incontri regolari, come quelli avvenuti con l'Alto rappresentante per le relazioni esterne della Ue, Javier Solana, e quello con il ministro degli esteri britannico Jack Straw, ormai una vecchia conoscenza di Kharrazi in questi anni che hanno visto una progressiva ripresa nelle contrastate relazioni fra Teheran e Londra. Ma anche una «conversazione educata» con Colin Powell, come il segretario di Stato americano uscente ha definito la situazione creatasi ieri sera quando si è trovato seduto accanto al collega iraniano in occasione della cena offerta dal capo della diplomazia egiziana, Ahmed Abul Gheit.
Il portavoce del ministero degli esteri di Teheran, Hamid Reza Asefi, si è affrettato stamane stesso a smentire che tra Powell e Kharrazi vi sia stato un vero e proprio colloquio. Un'eventualità già esclusa nei giorni scorsi dallo stesso portavoce. «Negoziati tra l'Iran e gli Usa - ha detto - non porterebbero alcun frutto e non sono in programma, visto l'approccio sbagliato nella politica degli Stati Uniti».
Ma con Straw e Solana il ministro degli esteri iraniano ha affrontato le due questioni che più stanno a cuore anche a Washington in relazione alla politica della Repubblica islamica: l'Iraq, appunto, e il nucleare, dopo la sospensione delle attività per dotarsi di un ciclo di arricchimento dell'uranio decisa da Teheran in base ad un accordo con Francia, Germania e Gran Bretagna.

Sul primo punto l'Iran, già più volte criticato dagli Stati Uniti e da ministri del governo provvisorio iracheno di fomentare la violenza, soprattutto tra gli sciiti, ha affermato di essere interessato a cooperare pienamente per la stabilizzazione e ha aggiunto che passo fondamentale in questa direzione saranno le elezioni generali. Una consultazione, ha sottolineato Kharrazi, che si deve tenere «nei tempi previsti».
Nessun rinvio, quindi. E a questa presa di posizione si è aggiunto l'appello che Kharrazi ha rivolto a tutto il popolo iracheno, attraverso i microfoni della televisione qatariota al Jazira, perché vada in massa alle urne.
Quanto poi al nucleare, i commenti di Straw e Kharrazi hanno confermato che la sospensione, temporanea, dell'arricchimento dell'uranio, è solo un primo passo verso un accordo generale sul programma atomico della Repubblica islamica e sui rapporti economici con la Ue, a cui le due parti si propongono di arrivare attraverso trattative che non si preannunciano nè brevi nè facili.
Il ministro britannico ha detto ai giornalisti di avere ribadito con il collega iraniano che Teheran deve mantenere quanto promesso a Londra, Parigi e Berlino, e continuare dunque nella sospensione. Ma Kharrazi, ai microfoni della televisione di Teheran, ha riaffermato la posizione del suo Paese: che cioè si tratta solo di una sospensione temporanea.
«Dopo tre mesi di ulteriori trattative - ha sottolineato - vedremo se i risultati saranno positivi». In tal caso, ha lasciato intendere, la sospensione potrebbe essere prolungata, ma sempre per volontà dell'Iran, che si riserva quindi il diritto di riprenderla in futuro.
Alberto Zanconato

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