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Otto consigli pratici ai genitori

Attenzione al giusto dispendio energetico, al sudore ma anche un po' di psicologia: ecco alcune semplici indicazioni che i medici dello sport raccomandano alle mamme e ai papà di 'piccoli campioni' che,
anche grazie alla pratica sportiva, possono crescere bene e divertirsi
1. Verifica che la maglietta utilizzata da tuo figlio per allenarsi risulti effettivamente bagnata di sudore (oppure se il bambino dice di avere freddo in piscina, vuol dire che non nuota abbastanza).
La pratica sportiva si caratterizza in genere per un più o meno rilevante incremento della produzione di energia da parte delle cellule muscolari impegnate. Conseguentemente, si verifica un incremento della quantità di calore prodotto che, a sua volta, è responsabile dell'innalzamento della temperatura corporea tipico della pratica sportiva. Come reazione, quindi, il nostro organismo inizia a produrre sudore che, poi, evapora al contatto con l'aria, riabbassando così la temperatura, e diventando il principale indizio dell'effettivo sforzo muscolare compiuto. In piscina parte del calore prodotto dal movimento si perde per il diretto contatto con l'acqua, ma la temperatura corporea si alza ugualmente. Quindi avere freddo in acqua significa che non c'è stato un lavoro muscolare sufficientemente intenso.

2.Fai attenzione, appena terminato l'allenamento, al classico rossore del viso che segnala se è accaldato oppure no.
L'attività fisica è responsabile anche di un aumento della vasodilatazione cutanea, al fine di favorire gli scambi termici diretti tra il sangue caldo che irrora la cute e l'aria. Attenzione, però, che questo rossore del viso si abbia sempre in presenza di pelle umida: in caso contrario - infatti - potremmo trovarci di fronte a un principio di disidratazione (malattia da calore).

3. Controlla ogni tanto il suo peso anche prima e dopo l'allenamento. Se diminuisce in modo significativo vuol dire che ha perso liquidi e quindi che si è allenato con efficacia.
Una perdita di peso a seguito di un allenamento si deve quasi esclusivamente alla perdita di acqua causata dalla sudorazione. Quindi, dopo una corretta attività fisica, è importante reintrodurre nell'organismo del bambino la giusta quantità di liquidi che deve essere pari al 150% di quelli persi. Questo vuol dire, ad esempio, che se un bambino dopo una seduta di allenamento perde 300 gr dovrà bere 450 cc di acqua o di altri liquidi.

4. Verifica che la sera dei giorni in cui si allena risulti più stanco del solito. Il fatto che il bambino prima dell'allenamento si sia alimentato in aniera corretta, assumendo anche dei carboidrati, e dopo l'allenamento si addormenti, magari, un paio d'ore prima del solito, è un altro ottimo indizio per verificare l'effettiva attività fisica svolta. Si tratta, infatti, di una 'sana fatica' frutto di un allenamento efficace.

5. Adegua la quantità e la qualità della sua alimentazione ai suoi consumi energetici. Più energia consuma, più energia gli serve. E viceversa. Per un bambino che non ha problemi di peso l'attività fisica è, soprattutto, un momento di divertimento e di svago. Ecco perché, in soggetti normopeso, a fronte di un dispendio energetico di 150/200 Kcal, è importante - finito l'allenamento - reintrodurre nell'organismo le stesse calorie. Quantità che, invece, aumenteranno dopo l'allenamento di bambini sottopeso e diminuiranno per quelli sovrappeso.

6. Fai attenzione all'atteggiamento che assume tuo figlio di fronte all'impegno sportivo: capirai se va volentieri ad allenarsi oppure se lo fa di malavoglia. Oltre che per il dispendio energetico, la pratica sportiva deve essere soprattutto un divertimento, un piacere e una gratificazione per il bambino. Un'attività fisica che non diverte è un pericoloso boomerang: risulterà, infatti, ben presto sgradita al bambino che ricorrerà a scuse per non allenarsi, favorendo invece la sedentarietà.

7. Osserva con continuità tuo figlio mentre si allena. Potrai vedere se segue con entusiasmo le indicazioni dell'allenatore oppure se si ferma spesso e reagisce con pigrizia.
A volte la pratica sportiva organizzata può trasformarsi, per un bambino, in una condizione di disagio o di difficoltà psicologica: non si diverte durante l'allenamento, si sente trascurato dall'istruttore, soffre un eccesso di competitività dei suoi coetanei… Ecco perché è importante che i genitori si rendano personalmente conto se il tipo di allenamento è quello più adatto alle caratteristiche psicologiche e fisiche del loro bambino.

8. Non pretendere che tuo figlio diventi necessariamente un campione, ma fallo divertire e fai in modo che ami lo sport.
L'impegno nella pratica sportiva deve essere soprattutto un elemento educativo per il bambino che deve essere soddisfatto dei propri progressi e dei propri risultati, anche con il plauso di genitori che non riversano su di lui ansie da prestazione e aspettative non corrette. Inoltre, se un bambino si sente protetto e compreso dalla sua squadra, dal suo allenatore e anche dai suoi genitori, infatti, imparerà che nella vita si può anche perdere, vivendo però la sconfitta in maniera serena e costruttiva.

A cura del prof. Michelangelo Giampietro, specialista in medicina dello sport e scienza dell'alimentazione



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