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Lunedì convocato il Cda

MILANO - All'indomani dell'improvviso stop ai voli, che ha coinvolto circa 3 mila passeggeri, si allunga l'ombra dell'amministrazione straordinaria sul gruppo Volare, in mattinata al centro di un vertice a Varese tra il ministro del Welfare Roberto Maroni, i sindacati e gli enti locali. Ogni decisione formale è ora rimessa al consiglio della società convocato «d'urgenza» per lunedì pomeriggio. Ma la strada indicata da Maroni, secondo quanto spiegato dallo stesso presidente di Volare, Mauro Gambaro, cioè quella di un commissariamento della compagnia sul modello Parmalat sulla base della legge Marzano, presuppone una modifica dei parametri applicativi della stessa. Un passaggio senza il quale il Governo avrebbe le mani legate, come spiega il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi per il quale «ora c'è bisogno di un acquirente» perchè il Governo «non può intervenire in modo diretto perchè si tratta di una compagnia privata».
Intanto i sindacati, in un clima di forte preoccupazione, annunciano la mobilitazione. «Non c'è più tempo, il tempo è scaduto», ha detto infatti per conto dei lavoratori il segretario della Filt Cgil Lombardia, Franco Fedele, secondo il quale serve «una grandissima mobilitazione» da parte dei dipendenti Volare a partire da lunedì. «Volare si può salvare», è stato l'appello.
L'ipotesi di commissariamento che avrebbe avanzato Maroni sarebbe accompagnata - ha riferito il presidente della compagnia Mauro Gambaro - da un provvedimento ad hoc per adeguare la 'Marzanò alle dimensioni, all'indebitamento e al numero degli addetti di Volare. Oltre al commissariamento, che permetterebbe la salvaguardia di operatività e occupazione del gruppo, sarebbero comunque ben poche le alternative a disposizione di Gambaro. Secondo le attese, infatti, dopo i ripetuti slittamenti al necessario aumento da 60 milioni (mancano ancora 15 milioni), la situazione non dovrebbe sbloccarsi già nei prossimi giorni. Gli stesi vertici aziendali, intanto, stimano che i debiti accumulati da Volare, fra fornitori, banche e leasing ammontino a circa 300 milioni.
L'ipotesi del commissariamento però, appare l'unica strada percorribile anche allo stesso Gambaro. «Maroni ha dichiarato che dovrebbero fare un provvedimento ad hoc per far rientrare la società nella 'Marzanò - ha detto - E quindi ricorrendo ad un commissario che abbia pieni poteri, un commissario straordinario come Bondi, che congeli il passato e possa ripartire. Una 'Marzanò che però abbia dei cambiamenti specifici, in termini di dimensioni dell'azienda, indebitamento e dipendenti. Ma questi sono aspetti che vedranno i tecnici».
L'azienda ha ottenuto intanto una prima disponibilità da parte delle società di leasing, che alla vigilia ne hanno bloccato a terra gli aerei a garanzia dei crediti vantati. Per ora lo status dei veicoli viene infatti congelato e gli aerei non verranno immediatamente assegnati ad altri operatori. Per Volare si apre insomma lo spiraglio di un successivo riutilizzo, anche se le trattative su questo fronte non potranno che continuare. Secondo quanto emerso dal vertice a Varese, del resto, lo stesso ministero del Lavoro ha preso contatti con i fornitori della compagnia.
Lunedì è atteso poi un incontro tra Volare e l'Ente nazionale per l'Aviazione Civile (Enac), che attende di conoscere la durata della sospensione dell'attività di Volare. La licenza a Volare non è stata nè revocata, nè sospesa, si è appreso dall'Enac (una richiesta in tal senso sarebbe giunta dallo stesso Maroni), che nel weekend ha messo a disposizione dei passeggeri di Volare il proprio numero verde (800 898 121).
«La situazione del gruppo Volare è molto difficile, preoccupa i lavoratori, preoccupa chi ha già acquistato i biglietti, preoccupa anche noi, perchè non è facile intervenire: abbiamo proposte che faremo ai sindacati», si è limitato a dire Maroni arrivando alla Provincia di Varese per discutere della crisi sulla quale si è dichiarato «moderatamente ottimista». «Il decreto fatto per Alitalia è esteso a tutti i vettori aerei», ha poi detto il responsabile del Welfare, lasciando comunque aperto lo spiraglio degli ammortizzatori sociali per i circa 1.400 dipendenti della società, i cui stipendi avrebbero diverse settimane di ritardo.
Anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha chiesto «un sussulto di responsabilità» agli azionisti Volare dicendosi convinto che «ciò che è stato fatto per Alitalia possa essere ben ripetuto per Volare». Quanto alle cause della crisi, «qualcuno dovrà accertare eventuali responsabilità nella gestione», ha commentato Maroni ha chi gli ricordava l'esistenza di un'inchiesta da parte della Procura di Busto Arsizio (Varese). «La ricerca di un nuovo socio purtroppo non ha dato frutti», si è limitato a dire Gambaro. Le preoccupazioni dell' azienda sono di riportare a casa tutti i passeggeri rimasti a terra, ha spiegato, trovare una soluzione occupazionale e salvaguardare gli slot ("gli slot per i prossimi sei mesi comunque non ce li toccano», ha assicurato). Sugli slot anche il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ricorda che «ci sono 6 mesi di tempo dall'autosospensione dell'attività prima della revoca della licenza. Certo, i singoli aeroporti possono nel frattempo trovare soluzioni temporanei per il loro utilizzo».

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