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Tra le macerie sogni e progetti di due giovani famiglie

FOGGIA - Natalia amava ballare, Valentino, suo fratello, come la maggior parte dei ragazzini della sua età amava giocare a pallone. Lei, diciassettenne, si preparava a partecipare stasera alla sua festa di compleanno che aveva deciso di anticipare di vari giorni, non si sa perchè. Lui, dieci anni, molto probabilmente, sarebbe rimasto a casa con i genitori. I loro sogni e i loro progetti sono stati travolti dalle macerie della loro casa insieme con quelli dei loro genitori e del nonno e con quelli di Guido, di sette anni, anche lui schiacciato con la mamma e il papà nel crollo.
Natalia era conosciuta da tutti come Natasha e tutti sapevano della sua passione per la danza. Una delle prime cose recuperate tra i detriti è stato un album di fotografie nelle quali la ragazza è ripresa in abiti da ballerina. E' stato raccolto e messo insieme ai tanti oggetti personali piccoli e grandi che si sono salvati tra i detriti. Valentino era un bambino timido, dicono le maestre e i suoi compagni di scuola. Era appassionato di calcio e particolarmente tifoso della sua squadra del cuore, il Foggia, che cercava di seguire anche quando giocava fuori casa. Qualche giorno fa, raccontano i compagni, aveva portato un calendario con le foto della squadra che si era fatto tutto da solo.
Frequentava la quinta elementare nella stessa scuola di Guido (lui era in prima) e della sorellina di quest'ultimo, Maria, salvatasi insieme con la sorella maggiore. Anche Guido era un bambino molto dolce, solare ed affettuoso - dicono le maestre - gli piaceva studiare e anche nell'aspetto risultava simpatico a tutti: era paffutello e con i capelli rossi.
Entrambe le famiglie vengono descritte con grande positività dai vicini di casa. Il papà di Natalia e Valentino, Raffaele Longo, era muratore, e ultimamente aveva anche lavorato nello stesso cantiere dell'altro capofamiglia ucciso, Guglielmo Diurno. Quest'ultimo, anche lui muratore, a volte faceva piccoli lavori per i vicini di casa.
Una anziana signora, Maria Laura, che abita di fronte, lo ricorda con affetto: «Una volta - racconta - mi si era rotta la tapparella e lui è venuto ad aggiustarmela. Era una bravissima persona, così come la moglie Carmela che mi era sempre vicina se aveva bisogno di qualcosa». Ora Maria Laura, che dalla finestra vede il cratere lasciato dal crollo, non vuole più restare da sola nella sua casa. Nel pomeriggio si è fatta venire a prendere da un parente che vive a Lucera: «Non so se tornerò - dice - ora ho paura».
Salvatore Delli Carri, 'Turill' lo chiamavano, di età non era più giovane, aveva 79 anni, ma era giovane dentro: andava in giro per tutta la città a raccattare pezzi di ferro, ma la sua passione, dicono gli amici e le persone che lo hanno conosciuto, era quella di riparare biciclette e lo faceva per puro diletto, non prendeva soldi. Viveva nella 'grottà, quel seminterrato dove è stato trovato dopo ore di lavoro dei soccorritori: tra le macerie, anche una bicicletta e un paio di ruote.
Paola Laforgia

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