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Noci

"Nel 591 il duce Tulliano, carissimo di San Gregorio... edificò nei monti appennini del Castello delle Noci la Badia di Barsento dei monaci di Sant'Equizio" così scriveva tal Pompeo Sarnelli nella "Cronologia dei Vescovi e arcivescovi sipontini" a proposito di quella che con il tempo sarebbe diventata l'attuale Noci, a pochi chilometri da Bari. Un paese delizioso la cui origine antichissima si vuole anche far risalire, secondo una vecchia credenza, a quando nel 565 l'imperatore Giustino ordinò a Conone, governatore di Napoli, di far costruire un castrum, ovvero una fortificazione con relativa guarnigione di soldati, per tagliare la ritirata ai Goti.
Dunque un casermaggio e un'abbazia, quella di Barsento, vicino a un Castellum Nucum, i primi nuclei di Noci che andarono via via ingrandendosi con l'arrivo di altre persone tra l'843 e l'862 per sfuggire alle incursioni saracene e poi nel Medio Evo quando nel 1100 quando molti cittadini fuggirono dalla vicina Mottola, messa a sacco da Muarcaldo, governatore di Taranto.
Ai primi casali, si aggiunsero altre abitazioni, altre colture, molti boschi furono abbattuti per far posto a nuovi campi. Arrivarono altri allevatori, artigiani. Insomma Noci crebbe soprattutto nel Medio Evo, così come avvenne per molti altri centri in quel periodo. Alcuni sono diventati grandi città, altri sono rimasti piccoli. Ma non per questo meno belli é il caso di Noci che oggi d i tutti i trambusti guerreschi del passato non ha traccia ed, invece, poco più di un sereno borgo a 420 metri sul livello del mare, 20 mila abitanti circa, incastonata in un delicato paesaggio collinare di campi, di orti, di masserie-trullo e bianche casette con i tetti spioventi in tegole rosse a ridosso dei residui boschi di quercia. Un ambiente naturale molto suggestivo che merita una visita tanto è riposante agli occhi e al cuore. Una gita alle porte di Bari, un invito a lasciare la macchina e andare a piedi lungo un qualche tratturo delimitato da muretti a secco e arrivare in qualche masseria, dove ancora alberga la tradizionale ospitalità della gente di campagna. O magari visitare la badia di Barsento o di più, ancor di più, l'abbazia benedettina della Madonna della Scala, poco fuori Noci.
Noci: "Una città semplice e ordinata, attraente, cordiale e ospitale, un sole tiepido e un'aria salubre tra le più dolci della Puglia... case linde e palazzi, dai colori semplici e sobri non molto alti e, soprattutto, senza grattacieli che mozzino il respiro e rubino ossigeno ai polmoni" scrive Giuseppe Poggi in una sua storia sul paese, ricorrendo ad aggettivi beatificanti, tutti condivisibili.
Persino i tre campanili di Noci quelli della Chiesa Matrice, di Santa Chiara e dell'orologio di Piazza Plebiscito, non hanno mai avuto voglia di svettare, né di competere con quelli di altri paesi viciniori. Si alzano appena sul tetto delle case. In compenso hanno rintocchi gagliardi di campane e che nessun turista nottambulo si sente di contestare.
V. Stagn.

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