Sabato 15 Dicembre 2018 | 00:27

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In arrivo la sospensione per sei mesi di tutte le scadenze fiscali e previdenziali a carico degli agricoltori

BARI - Confagricoltura Puglia esprime «soddisfazione» per la firma, da parte del ministro Siniscalco, del provvedimento che prevede la sospensione per sei mesi di tutte le scadenze fiscali e previdenziali a carico degli agricoltori. «Si completa così - secondo la Confagricoltura pugliese - il decreto anti-crisi predisposto dal ministro Alemanno, che era stato rinviato la settimana scorsa proprio per apportare ulteriori migliorative modifiche. Ora si attende solo l'approvazione da parte del Governo». «Il decreto, con le modifiche apportate, rappresenta - per Confagri Puglia - una importante boccata di ossigeno soprattutto per gli imprenditori agricoli pugliesi, che, nel corso di questo anno, hanno dovuto affrontare gravissime pesantezze di mercato per quasi tutte le produzioni. In particolare, attendevano questo decreto i produttori di uva da tavola pugliesi, la cui produzione rappresenta circa il 60% del totale nazionale ed è una voce rilevante della produzione lorda vendibile regionale».
La Confagricoltura pugliese «apprezza l'impegno profuso dall'assessore regionale all'Agricoltura Nino Marmo che ha fortemente sostenuto l'emanazione del provvedimento, recependo le sollecitazioni e le proposte avanzate dalle organizzazioni agricole».
Confagricoltura sottolinea ancora che «l'attuale emergenza stia valorizzando il momento della concertazione tra le istituzioni e le organizzazioni con esiti positivi pur in presenza di gravi problemi». «Da questa logica - rileva l'organizzazione di categoria - è scaturito anche l'accordo sottoscritto per la prima volta in Puglia tra il mondo della produzione e quello della grande distribuzione organizzata per la vendita promozionale di uva pugliese nei supermercati». Dopo l'emanazione del decreto da parte del governo, Confagricoltura annuncia che chiederà all'esecutivo, «e per quanto di sua competenza alla Regione, che si definiscano in tempi brevissimi gli aspetti operativi con l'emanazione di apposite circolari».

Il governo rimodula anche gli interventi in favore delle famiglie e gli sgravi per l'Irap. Spunta così la possibilità di attribuire, alle famiglie a basso reddito, assegni familiari più corposi, in media di 500 euro, che potranno essere concentrati sul secondo figlio, oppure sul quarto componente della famiglia: in pratica, il nonno a carico. A questo si aggiunge un bonus bebè da 1.000 euro per tutti i bimbi nati o adottati nel 2005.
L'emendamento, messo a punto dai tecnici, deve ora superare il vaglio politico. E anche per questo il ministro dell' Economia Domenico Siniscalco, dopo aver parlato con il premier Silvio Berlusconi, intervenendo alla Camera non ha fornito dettagli. «Il taglio delle tasse - ha detto - non è stato ancora definito e non posso darvi i dettagli». Sul tappeto c'è, ad esempio, il nodo delle coperture e non solo perchè mancherebbe ancora qualche centinaio di euro. «I tagli di tasse saranno coperti», ha detto il ministro. Ma, tra l' altro, rimane il problema dell' utilizzo delle risorse tagliate dai fondi finalizzati alle imprese del Mezzogiorno (come la legge 488), sollevato ieri dal vice ministro, Gianfranco Miccichè (Fi), un problema che trova l' appoggio dell' Udc.
A dimostrare che il nodo delle coperture è reale è anche il fatto che gli «sconti» fiscali sembrano assottigliarsi: per l' Irap ammonterebbero tra i 1,9 e i 2,1 miliari di euro, contro i 2,7 prospettati all' inizio. Per le famiglie, invece, l' intervento previsto vale 1,0-1,1 miliardi di euro, ma insiste sul solo 2005: sarebbe cioè una sorta di beneficio «una tantum», e questo spiegherebbe anche perché tra le coperture è stato indicato anche il gettito 2005 del condono edilizio, un' altra entrata «una tantum».
I tecnici hanno elaborato un verbale con le ipotesi di intervento con l'obiettivo di massimizzare gli effetti, in base alle risorse disponibili. Hanno anche proposto un primo intervento di fiscalità differenziata per il Sud. Riguarda l'Irap e prima di essere approvato dovrà superare l'esame di Bruxelles: riguarda i neo assunti che, secondo l'ipotesi, potranno essere esclusi dalla base imponibile dell'Irap fino a 20.000 euro nelle regioni centro settentrionali e fino a 40.000 euro in quelle meridionali. Questo per favorire l'arrivo al Sud, noto per la sua disoccupazione intellettuale, di figure altamente professionali, di manodopera specializzata, di manager.
La mediazione dei «tecnici» della politica lascerebbe invece inalterate le detrazioni sui figli e sul coniuge a carico, mentre ancora in forse sono le detrazioni sul lavoro. «Abbiamo visto - dice uno dei partecipanti al vertice tecnico di ieri sera - che con le detrazioni avremmo dato 3-4 euro ad ogni famiglia. Noi invece vogliamo fare delle scelte, aiutando i nuclei numerosi e a basso reddito».
Per le imprese, invece, l' obiettivo è quello di favorire le imprese che danno lavoro, spingono sulla ricerca, investono al Sud. Alla famiglia andrebbero circa 1.150 euro, al calo dell' Irap 1.900-2.100 euro per un conto totale attorno ai 3.150-3.350 euro ai quali vanno aggiunte le risorse per la ricerca e l' Università (600 milioni di euro). Nel complesso gli sgravi fiscali veri e proprio sarebbero solo quelli relativi all' Irap.
Ecco le misure previste
- BONUS BEBE': Viene riproposto il contributo per i neonati, ma questa volta non dovrebbe riguardare solo i secondogeniti, bensì tutti i nati nel 2005. L' assegno sarà di 1.000 euro e, poichè sono stimate 560 mila nascite, il costo sarà di 560 milioni. L' assegno verrà attribuito anche ai bambini adottati nel 2005.
- ASSEGNO NONNO E FIGLI: Saranno rimpolpati gli assegni familiari con 500 milioni di euro. L' attribuzione sarà decisa dal ministero del Welfare ma i «tecnici» hanno comunque dato una indicazione di concentrare il contributo attribuendolo, per le famiglie sotto i 33.500 euro, sui secondi figli o sul quarto componente della famiglia. In pratica l' assegno potrà arrivare anche per il nonno. Detto in soldoni, per le famiglie che rientrano nel contributo, il beneficio dovrebbe aggirarsi sui 500 euro.
- IRAP NEOASSUNTI SUD: Dal 2005 per ogni nuovo assunto scatterà una esenzione del costo dal lavoro dall'Irap. Ma - se Bruxelles darà il via libera e se le proposte tecniche supereranno il vaglio politico - lo sconto potrebbe essere più alto al sud. In pratica l' esenzione del costo dal lavoro ai fini Irap sarà fino a 20.000 euro per i neoassunti (ma dovranno aumentare la base occupazionale al netto del turn over) del Centro-Nord e fino a 40.000 euro per il Sud. Lo scopo - spiega uno dei partecipanti - è quello di favorire nel meridione l' assunzione di manodopera qualificata, manager, laureati. La misura non dovrebbe avere impatti sui conti 2005, poichè si scaricherà sul 2006, quando le imprese presentano la dichiarazione dei redditi e quella Irap sull' anno precedente.
- RICERCA: Verrà detassato, per l' Irap, il costo del lavoro per i ricercatori e le spese per la ricerca. A fianco di questo intervento saranno stanziati altri 600 milioni per la ricerca e l' università. Non si sarebbe invece parlato del nodo relativo al taglio del personale per le scuole.
- NO-TAX AREA IRAP: La franchigia del costo del lavoro per le imprese, una sorta di no-tax area Irap, raddoppia: passa da 7.500 euro a 15.000 euro. Il costo complessivo di questa misura è pari a 1.400 milioni di euro. A questo si aggiunge un ulteriore sconto, per invogliare la crescita dimensionale delle imprese, pari a 2.000 euro per tutte le imprese che hanno più di cinque dipendenti. Quest' ultima misura farebbe così lievitare il conto a 1.600 milioni di euro.

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