Venerdì 14 Dicembre 2018 | 13:04

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Il suo medico personale chiede un'inchiesta sul male misterioso che lo ha ucciso

La morte di Yasser Arafat non risolve il giallo sulle cause della malattia che lo ha ucciso così rapidamente. Durante la degenza alla Moqata prima, e durante i quindici giorni di ricovero a Parigi poi, si sono susseguite voci e illazioni, ma il segreto nelle mani dei medici dell'ospedale militari di Percy resta ben custodito. Tanto che lo stesso medico personale del leader palestinese, Ashraf al-Kurdi, ha chiesto ieri l'apertura di un'indagine ed un'autopsia.
«Chiedo l'apertura di un'inchiesta formale e un'autopsia» ha detto Asraf al-Kurdi ad al Jazira, «cosicché il popolo palestinese possa sapere, in tutta trasparenza, che cosa ha causato la morte». In particolare, secondo Kurdi, sono sospette l'assoluta mancanza di notizie sulla degenza del presidente dell'Anp nell'ospedale militare di Percy e il fatto che, al momento della partenza in elicottero dalla Moqata, Arafat fosse cosciente. Sospetto, secondo il medico che non ha seguito Arafat a Parigi, anche il comportamento di alcuni esponenti della leadership palestinese che hanno impiegato molto tempo per mettersi in contatto con il presidente, nonostante la sua salute peggiorasse rapidamente.
Daoud Kuttab, firma di spicco del giornalismo palestinese, è convinto che la stessa leadership dell'Anp sia all'oscuro delle cause della malattia. «È un ambiente in cui è difficile mantenere un segreto - ha detto al "Jerusalem Post" - e nessuno avrebbe motivo di nascondere informazioni di questo tipo. Nessuno tranne la moglie di Arafat, Suha, e in questo caso significherebbe che si trattava di una malattia troppo imbarazzante per essere rivelata».
Le informazioni frammentarie arrivate al pubblico hanno aperto la strada a diverse ipotesi di diagnosi, non escluso l'Aids. Ma secondo Roy Miller, studioso di cultura araba al King's College di Londra, è più probabile che il rais sapesse da tempo di essere malato, ma non abbia voluto mollare neppure per un attimo il timone lasciando che il male peggiorasse fino a diventare incurabile.
Mentre le organizzazioni estremistiche come Hamas e Jihad continuano ad accusare Israele di aver avvelenato l'ex rais o quantomeno di averlo indebolito con il lungo confino nella Moqata, vengono contemplate ipotesi più realistiche come la purpura trombocitopeina, una malattia del sangue innescata da una forma tumorale.

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