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Ci saranno anche il Presidente del Senato Marcello Pera e il ministro dell'Agricoltura Gianni Alemanno a guidare, assieme al sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, la maxi delegazione italiana che parteciperà ai funerali del leder palestinese Yasser Arafat. Al gran completo la presenza degli esponenti dell'Opposizione

ROMA - Ci saranno anche il Presidente del Senato Marcello Pera e il ministro dell'Agricoltura Gianni Alemanno a guidare, assieme al sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, la maxi delegazione italiana che domani all'alba partirà alla volta del Cairo per prendere parte ai funerali del leder palestinese Yasser Arafat. Al gran completo la presenza degli esponenti dell'opposizione, con i leader, e non solo. Non ci sarà Berlusconi, ma è anche vero che pochissimi saranno i capi di governo che parteciperanno alle esequie.
Un annuncio a sorpresa, quello della presenza di Pera e Alemanno ai funerali di Arafat: se infatti dal mattino le opposizioni avevano annunciato la loro presenza al gran completo, il governo, invece, per ore e ore aveva parlato solo della presenza di Mantica, scatenando qualche polemica all'interno proprio dell'opposizione.
Mantica ha rilevato che qualsiasi sia il giudizio che darà la storia «è innegabile che Yasser Arafat sia stato un leader di primo piano e di grande livello. Anche se nella sua evoluzione gli è mancato alla fine il salto di qualità. Oggi con la morte di Arafat si sancisce la fine di un epoca. Ma il futuro è il vero problema».
Per il sottosegretario agli Affari esteri è arrivato infatti il momento di «voltare pagina» per questo è necessario che le diplomazie si muovano per favorire un nuovo processo di pacificazione (penso ad esempio a libere elezioni in Palestina, con un governo però collegiale)». Mantica pensa che sarebbe un errore lasciare soli oggi i palestinesi e gli israeliani nel loro processo di disimpegno da Gaza: «La comunità internazionale ha un grande ruolo da svolgere».
Proprio la grande partecipazione prevista alla cerimonia, secondo il sottosegretario «significa che il personaggio Arafat in quanto tale ha segnato la storia della Palestina con una figura carismatica di grande portata e di grande livello». Ora in Medio Oriente si apre uno scenario di incertezza ma un'occasione di pace.
Secondo l'esponente del governo italiano «il cambiamento di linea strategica deciso da Ariel Sharon e la morte di Arafat, che il destino ha voluto far coincidere negli stessi giorni, sono il segnale che si rimette in moto un meccanismo. E non aiutare questo cambiamento sarebbe un errore di tutta comunità internazionale».
Pera, nel aprire un convegno a Roma ha puntualizzato che «in questi giorni il Medioriente ha un'occasione storica e irripetibile per vedere finalmente la fine di un annoso e cruento conflitto. Non è la prima volta che la storia passa per il Medioriente. Il mio auspicio, e quello di tutti noi, è che finalmente questa occasione venga colta».
Della delegazione italiana in partenza per il Cairo fanno parte tra gli altri: il presidente dei democratici di sinistra Massimo D'Alema, e il segretario Piero Fassino (slitta così il vertice della Gad che era fissato proprio per domani mattina); il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio; il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti, con Gennaro Migliore, responsabile Esteri del partito. Un'altra delegazione di Rifondazione Comunista andrà invece a Ramallah a rendere omaggio al presidente palestinese nel momento della sua sepoltura; la Margherita sarà rappresentata dal presidente dell'assemblea federale Arturo Parisi; per lo Sdi ci saranno Ottaviano Del Turco e il presidente del partito Enrico Boselli; Massimo Ostillio, responsabile esteri dei Popolari-Udeur e il vicesegretario e portavoce del Nuovo Psi Bobo Craxi.
Da Londra si prepara a partire per il Cairo il capo della diplomazia Jack Straw. Lo stesso faranno Francia e Germania, con i loro ministri degli Esteri Michel Barnier e Joschka Fischer. E la Spagna, il Portogallo, la Grecia. Per l'Unione Europea, andrà al Cairo l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza Xavier Solana. Dagli Stati Uniti non partirà Colin Powell ma solo il vice segretario di Stato per il Medio Oriente William Burns.

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