Lunedì 10 Dicembre 2018 | 20:19

GDM.TV

i più visti della sezione

Il vocabolario del calo delle tasse

ROMA - Da no-tax area a incapienti, da Irap e Ire: i termini del fisco entrano nel vocabolario del dibattito politico ed economico con il progetto di riduzione delle imposte che il governo punta a realizzare nel 2005 e nel 2006. La parole servono così a comprendere le modalità e gli effetti concreti delle riduzioni. Ecco allora un mini-vocabolario del calo delle tasse.
- IRAP: La riduzione dell' Irap non agevolerà i cittadini ma le imprese e i lavoratori autonomi. L' Irap è infatti l' imposta regionale sulle attività produttive che viene pagata sia dalla grande industria che dal piccolo negoziante: la sua riduzione può quindi aiutare a rilanciare la competitività dell' economia. La abolizione di questo balzello è da sempre uno dei cavalli di battaglia del centro-destra. Il tributo è stato infatti introdotto dal governo di centro-sinistra che in un solo colpo ha però sostituito, cancellandole, ben sette diverse tasse: i contributi sanitari e la tassa sulla salute, l' Ilor, l'Iciap, la patrimoniale per le imprese, la tassa annuale sulla partita Iva e le tasse di concessione comunale.
L' Irap ha tra i suoi pregi il fatto di essere un' imposta difficile da evadere, ma ha anche due grandi difetti: viene pagata dalle imprese e finanzia il sistema sanitario di cui beneficiano invece i cittadini; dall' imposta non può essere scontata la spesa sostenuta per il personale, così vengono penalizzate le attività che impiegano più lavoratori. Proprio per questo lo sconto prospettato dal governo punta a togliere, anche se in parte, il costo dal lavoro dalla base imponibile del tributo.
- IRPEF O IRE: E' l' imposta pagata sui redditi delle persone fisiche: riguarda quindi lavoratori dipendenti, autonomi e anche pensionati. Dal prossimo anno la vecchia Irpef va in pensione e sarà trasformata in Ire (semplicemente «imposta sul reddito»). Il meccanismo di tassazione è progressivo, basato su scaglioni di reddito che vengono tassati ciascuno con una specifica aliquota. Attualmente il sistema è composto da 5 aliquote che il governo prevede ora di ridurre a 3-4 dal 2006. Il «contratto con gli italiani» prevedeva però due sole aliquote: al 23 e 33%.
- INCAPIENTI: Sono i cittadini che guadagnano molto poco e, di conseguenza, non versano molte tasse. Così una riduzione fiscale non aumenta il loro reddito disponibile, cioè il reddito a loro disposizione: di fatto «non hanno capienza» di guadagni per beneficiare di ulteriori sconti Irpef. Per intervenire su questa fascia di contribuenti bisogna allora prevedere sostegni di altro tipo, come gli assegni familiari (che il governo punterebbe ad aumentare già nel 2005), oppure con sussidi di disoccupazione e reddito minimo sociale (previsti da iniziative del centro sinistra).
- NO TAX AREA: E' la fascia di esenzione delle imposte sul reddito introdotta con il primo modulo della riforma fiscale due anni fa e funziona con una complessa formula matematica che abbatte il reddito tassabile. Di fatto i lavoratori dipendenti grazie alla no-tax area non pagano tasse se si guadagna fino a 7.500 euro. La soglia scende a 7 mila euro per i pensionati ed è di 4.500 euro per i lavoratori autonomi (questi ultimi possono però usufruire dell'abbattimento delle spese sostenute per ottenere ricavi). Il governo punterebbe ad unificare il livello di esenzione di pensionati e lavoratori dipendenti a 7.500 euro. Il beneficio, comunque, scende con l' aumentare del reddito.
- DETRAZIONI E DEDUZIONI: Il governo vuole ora trasformare le detrazioni familiari in deduzioni, facendo così aumentare l' area di non tassazione per le famiglie con figli. Detrazioni e deduzioni sono due termini tributari per definire gli «sconti fiscali», ma differiscono tra loro. Le detrazioni rappresentano sconti che si applicano direttamente sulle imposte mentre le deduzioni sono interventi che riducono il reddito imponibile (e quindi poi le imposte da pagare). La differenza è che mentre le detrazioni hanno lo stesso impatto su tutti i diversi livelli di reddito mentre le deduzioni consentono di ottenere uno sconto fiscale pari all' aliquota più alta pagata: a beneficiarne di più, in quest' ultimo caso, sono quindi i redditi più alti. Questo effetto può però essere corretto riducendo il valore della deduzione all' aumentare dello scaglione di reddito.
- ASSEGNI FAMILIARI: Più che un intervento fiscale si tratta di una misura di welfare, ha cioè una valenza sociale e non riguarda i tributi. Gli assegni familiari sono infatti una integrazione del reddito che viene riconosciuta, per i figli a carico, in favore delle famiglie a basso reddito.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Il Natale di Giovinazzo si accende con Christmas Lights

Il Natale di Giovinazzo si accende con Christmas Lights

 
Il post partita di Cornacchini e Neglia

Il post partita di Cornacchini e Neglia

 
Bari, caso commissioni al Comune: il consigliere «muto» davanti alla telecamera

Bari, caso commissioni al Comune: il consigliere «muto» davanti alla telecamera

 
Bari, si schianta contro un albero: muore 79enne, ferita la moglie

Bari, si schianta contro un albero: muore 79enne, ferita la moglie

 
Lorem video dolor sit amet, consectetur

Lorem video dolor sit amet, consectetur

 
Treni, la partenza del primo Frecciarossa per Torino: ma in Puglia andrà «lento»

Treni, parte il primo Frecciarossa per Torino: ma in Puglia andrà «lento»

 
Portici-Bari, i tre gol biancorossi

Portici-Bari, i tre gol biancorossi

 
Corinaldo, la fuga e il crollo della balaustra che ha schiacciato i ragazzi in discoteca

La fuga e il crollo della balaustra che schiaccia i ragazzi in discoteca

 
F-104, la  storia di un mitoper tre generazioni di piloti

F-104, la storia di un mito
per tre generazioni di piloti