Domenica 16 Dicembre 2018 | 16:50

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Israele ha repentinamente elevato lo stato di allerta nei Territori

TEL AVIV - Israele ha repentinamente elevato stasera lo stato di allerta nei Territori, secondo quanto riferiscono fonti palestinesi.
Secondo le fonti, rinforzi militari israeliani hanno preso posizione attorno ad alcune città palestinesi in Cisgiordania e in cielo si vedono elicotteri militari, mentre nei Territori si diffonde la sensazione che il presidente Yasser Arafat sia già morto. Israele non ha ancora commentato queste informazioni.
Israele ha elevato stasera lo stato di allerta nei Territori, mentre diversi mezzi di comunicazione divulgavano informazioni relative alla possibile morte a Parigi del presidente palestinese Yasser Arafat.
Fonti palestinesi hanno riferito di spostamenti di truppe israeliane in Cisgiordania e di elicotteri militari in volo.
Israele non ha commentato queste informazioni. Ma nel pomeriggio il capo di stato maggiore, generale Moshe Yaalon, ha confermato che la morte di Arafat «rischia certamente di provocare una escalation. Anche dopo la sua scomparsa - ha aggiunto - dovremo misurarci con episodi di terrorismo».
Altre misure di sicurezza sono state adottate nelle carceri dove si trovano migliaia di detenuti della Intifada e negli agglomerati arabi israeliani. Dopo la pubblicazione di un annuncio ufficiale relativo alla morte di Arafat, la leadership politica degli arabi israeliani prevede di annunciare diverse giornate di lutto e di sciopero generale e la polizia teme che in quel contesto possano verificarsi scontri.
Un ulteriore motivo di preoccupazione è legato ad informazioni giunte dalla Cisgiordania secondo cui la leadership palestinese progetta adesso di dare sepoltura provvisoria ad Arafat all'interno della Muqata, il quartier generale di Ramallah.
Per motivi di sicurezza, Israele preferirebbe che i funerali si svolgessero a Gaza. Ma i dirigenti palestinesi ritengono che sia necessario consentire agli abitanti della Cisgiordania di esprimere appieno il proprio lutto perchè in caso contrario potrebbero verificarsi incidenti gravi.
La presenza di masse palestinesi in lutto a Ramallah, cioè a pochi chilometri da Gerusalemme, desta nervosismo in Israele. Se questo sviluppo fosse confermato, dovrebbe mettere a punto nuovi provvedimenti di sicurezza.
Ma superato lo scoglio del funerale, la situazione potrebbe gradualmente stabilizzarsi. Questa comunque è la speranza del generale Yaalon.
«Noi ci auguriamo che si verifichino sviluppi politici» ha detto Yaalon. «Vorremmo vedere una leadership palestinese responsabile, efficiente e legittima che sia disposta a combattere il terrorismo», ossia a chiudere definitivamente la pagina della Intifada armata.
In quel caso - ha previsto - l'atteggiamento delle forze armate israeliane cambierebbe radicalmente e tornerebbe di fatto alla situazione in vigore nel settembre 2000, ossia prima dell' inizio della Intifada. «Noi saremmo allora disposti - ha proseguito Yaalon - ad operare in cooperazione e in collaborazione con i servizi di sicurezza palestinesi».
Questa la prospettiva di medio termine, mentre per ora prevale invece una grande incertezza. Ancora ieri le Brigate dei martiri di al Aqsa (al Fatah) hanno anticipato che la Intifada è destinata a proseguire con enfasi ancora maggiore e che se un leader palestinese cercasse di imbavagliarla sarebbe da loro eliminato.

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