Lunedì 17 Dicembre 2018 | 01:06

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A Secondigliano una escalation di violenza

NAPOLI - Una escalation di violenza ha scandito nelle ultime settimane il susseguirsi di agguati nel quartiere di Secondigliano, periferia settentrionale di Napoli, dove oggi nel rione Scampia è stata rinvenuta la Fiat Punto con a bordo tre cadaveri.
* 28 OTTOBRE - I primi a cadere sotto i colpi dei killer sono Claudio Salerno, di 40 anni, e Fulvio Montanino, di 30, zio e nipote. I due sono considerati vicini al clan Di Lauro: in particolare, Montanino fu arrestato l'anno scorso, nell'ambito di una inchiesta della Dda che portò all'emissione di numerose ordinanze di custodia cautelare a carico di esponenti del clan capeggiato dal latitante Paolo Di Lauro. L'uomo fu poi scarcerato per un vizio di forma.
* 2 NOVEMBRE - Cinque giorni dopo il duplice omicidio, vengono attaccati quattro militari del comando provinciale dei carabinieri di Napoli che si trovavano, in borghese, nei pressi dell'abitazione del boss in via Cupa dell'Arco. Forse le sentinelle del clan di «Ciruzzo 'o milionario» li avevano scambiati per esponenti dell'opposta fazione.
Poche ore più tardi, in una sparatoria nel parcheggio del supermercato Auchan, muore Massimo Gaudiero, considerato dagli investigatori un luogotenente di Di Lauro diventato uno dei primi "scissionisti", cioè uno dei primi a decidere di mettersi in proprio nel traffico degli stupefacenti sulle piazze di Melito, Miano e Villaricca, un errore che il clan della "primula rossa" ha considerato imperdonabile.
* 6 NOVEMBRE - la scia di sangue si allunga: un commando agisce in una Secondigliano assediata dalla forze dell'ordine. Sparano 16 colpi contro un gruppo di ragazzi che giocano al calciobalilla in una struttura per la vendita di frutta e verdura nel lotto H. Il bilancio è di un morto e cinque feriti. Di Antonio Landieri, detto «'O Tti», per un difetto di pronuncia, 25enne incensurato e disabile, resta una grossa macchia di sangue sotto l'androne del suo palazzo. I killer lo hanno seguito e colpito mentre cercava riparo nel portone di casa, trascinandosi a causa dei suoi problemi motori. Secondo gli investigatori ci sarebbe stato un settimo uomo, scampato all'agguato. Dei cinque feriti solo tre, secondo indiscrezioni, sarebbero stati colpiti per errore e anche Landieri, sebbene incensurato, secondo alcuni accertamenti gravitava nell'ambiente dello spaccio di droga e gestiva la compravendita di hascisc al lotto H in maniera indipendente dal clan Di Lauro. Ad agire, probabilmente, sono stati proprio sicari della "primula rossa" di Secondigliano.
9 NOVEMBRE - Oggi il ritrovamento dei tre cadaveri potrebbe essere l'ultima puntata della faida: un'automobile è diventata la tomba di tre persone. Due sono state trovate coperte da un telo cellophane sul sedile posteriore della vettura; il terzo, incaprettato e rinchiuso nel bagagliaio.

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