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Arrestati 5 mafiosi per strage nel Crotonese

STRONGOLI (CROTONE) - I carabinieri hanno arrestato cinque persone, tutte presunte affiliate alla 'ndrangheta, accusate di essere coinvolte nella strage di Strongoli, accaduta il 26 febbraio del 2000, nella quale furono uccise con raffiche di mitra kalashnikov e colpi di pistola, quattro persone, tre pregiudicati ed un pensionato finito per errore nella traiettoria dei colpi sparati dagli assassini.
Nell'episodio restarono anche feriti due carabinieri intervenuti per tentare d'intercettare la fuga dei responsabili della strage.
L'operazione che ha portato ai cinque arresti è stata effettuata dai carabinieri della Compagnia di Cirò Marina. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Catanzaro, Donatella Garcea, su richiesta del sostituto procuratore distrettuale Sandro Dolce.

Nella strage di Strongoli, ordinata dalla cosca Giglio contro il gruppo rivale dei Valente-Giarratano, furono assassinati Otello Giarratano, di 24 anni; Salvatore Valente (39) e Massimiliano Greco (26), vittime designate dell' agguato, ed il pensionato Ferdinando Chiarotti (73), raggiunto dai colpi sparati dagli assassini mentre era seduto su una panchina a breve distanza dal gruppo di persone obiettivo degli assassini.
Un fratello di Otello Giarratano, Francesco, di 32 anni, anch' egli vittima designata dell'agguato, riuscì a mettersi in salvo dandosi alla fuga.
Una settimana prima contro i fratelli Giarratano, Valente e Greco era stato compiuto un altro agguato al quale, però, le vittime designate scamparono grazie al fatto che viaggiavano a bordo di un' automobile blindata.

Delle cinque persone a carico delle quali sono state emesse le ordinanze di custodia cautelare, quattro sono accusate di responsabilità nella strage di Strongoli, mentre alla quinta è contestata la detenzione abusiva di armi da guerra.
In particolare, secondo l'accusa, mandanti della strage sarebbero stati Salvatore Giglio, di 39 anni, presunto capo dell' omonima cosca di Strongoli, ed il fratello Pasquale, di 25, indicato dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone come elemento di spicco della stessa cosca. Dell'esecuzione della strage sono accusati, invece, Francesco Abbruzzese, di 34 anni, e Nicola Acri, di 25, rispettivamente di Cassano allo Ionio e di Rossano, entrambi pregiudicati.
A Salvatore Giglio e Francesco Abbruzzese, già detenuti per altra causa, il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere.

La quinta persona arrestata con l'accusa di detenzione abusiva di armi è Francesco Giarratano, di 32 anni, anch'egli con precedenti penali. Giarratano, che faceva parte del gruppo di persone obiettivo dell'agguato del 26 febbraio del 2000 e che nell' occasione riuscì a darsi alla fuga, è stato bloccato dai carabinieri a Cuneo, città in cui risiede.
Nell'ambito della stessa inchiesta il sostituto procuratore distrettuale Dolce ha emesso cinque informazioni di garanzia nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di favoreggiamento personale nei confronti degli esecutori della strage.
I carabinieri hanno anche effettuato trenta perquisizioni a Strongoli ed in altri centri del Crotonese nelle abitazioni di altrettanti indagati.

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