Martedì 11 Dicembre 2018 | 13:18

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44 ufficiali iracheni in Italia per addestrarsi

ROMA - Passa anche per l' Italia la formazione delle nuove forze armate irachene del dopo-Saddam. Sono arrivati infatti a Roma 44 ufficiali del Paese mediorientale: prenderanno parte ai corsi in programma al Casd (il Centro alti studi per la difesa). L' annuncio è stato dato oggi dal presidente del Casd, generale Vincenzo Camporini. Il ministro della Difesa, Antonio Martino ed il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, in occasione della cerimonia per il nuovo anno accademico del Centro, hanno dato il benvenuto agli ospiti iracheni.
«La preparazione di questi ufficiali - ha detto il ministro - è un' esigenza molto sentita dal Governo iracheno, perchè dovranno rappresentare la struttura portante delle forze armate del Paese». Anche l' ammiraglio Di Paola ha rivolto «un caloroso benvenuto al personale delle nascenti forze di sicurezza irachene, presenti in Italia quale ulteriore e tangibile segno del contributo concreto del nostro paese alla ricostruzione democratica ed istituzionale dell' Iraq». Ed il generale Camporini ha sottolineato che gli ufficiali iracheni «sono stati accolti con amicizia per essere restituiti al loro paese dopo un intenso e rigenerante corso di preparazione multidisciplinare. A nessuno può sfuggire il significato politico-militare di tale evento».
L' arrivo dei 44 ufficiali rientra nel quadro delle attività che l' Italia si è dichiarata disponibile a portare avanti per addestrare le nuove forze armate irachene. Un' attività già in corso da tempo a Nassiriya, dove i militari dell' Italian joint task force hanno supervisionato la riorganizzazione della Local police e della Guardia nazionale irachena. Complessivamente sono oltre 5.000 i poliziotti iracheni ed i militari della Guardia nazionale già addestrati a Nassiriya dagli italiani. E, proprio in questi giorni, nella provincia di Dhi Qar controllata dal contingente italiano, le forze irachene hanno compiuto le prime azioni autonome. In particolare, lo scorso 4 novembre è scattata la prima operazione pianificata autonomamente dalla polizia irachena: un rastrellamento di 15 villaggi a sud est dell' area di responsabilità italiana, concluso con arresti e sequestri di armi.
E se a Nassiriya vengono addestrate le unità operative, a Roma saranno formati i quadri che guideranno le forze armate del dopo Saddam. Si tratta di un passaggio fondamentale in vista della "exit strategy" dall' Iraq dei Paesi della coalizione. Lo stesso ministro Martino, nei giorni scorsi, ha sottolineato che «ci sono già oltre 100.000 tra poliziotti e soldati iracheni che sono stati addestrati, equipaggiati e preparati dalle forze della Coalizione per far fronte alla minaccia terroristica. Essendo locali, sono oltretutto più qualificati per farlo efficacemente. Se ci riusciranno, non ci sarà motivo per noi di restare e potremo cominciare gradatamente a ridurre la visibilità della nostra presenza».
Già nei mesi scorsi alcuni ufficiali iracheni sono arrivati in Italia per addestrarsi. Per Martino, «si tratta di un' idea straordinariamente positiva, un investimento relativamente piccolo che ha dei ritorni che durano per tutta la vita, perchè se un ufficiale iracheno si forma in Italia, impara la lingua, la mentalità ecc,. si stabilisce un' amicizia che dura nel tempo».

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