Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 14:18

GDM.TV

i più visti della sezione

Strage Nassiriya, un anno dopo, ancora nessun colpevole

ROMA - Un anno dopo, resta ancora senza colpevoli l' attentato a Nassiriya che causò la morte di 19 italiani (17 militari e due civili). Sulla strage ha aperto un' inchiesta - per ora contro ignoti - la procura di Roma, che ha acquisito il corposo materiale delle indagini condotte dal Ros dei carabinieri. La speranza è che non finisca come quella per la morte del lagunare Matteo Vanzan (ucciso il 16 maggio scorso nel corso di scontri a Nassiriya): i pm in questo caso hanno chiesto l' archiviazione perchè non ci sono possibilità di risalire ai responsabili.
Dopo mesi di buio nelle indagini, uno spiraglio di luce si è aperto a fine settembre, quando uomini del Sismi, in collaborazione con i servizi libanesi, hanno sventato un attentato contro l' ambasciata italiana a Beirut. Il procuratore libanese Adnan Addum, in un' intervista ad uno dei più importanti quotidiani del Paese, spiegò che compagni della stessa cellula che aveva progettato l' azione contro la rappresentanza diplomatica italiana avevano attuato l' attentato suicida a Nassiriya. La procura di Roma ha chiesto informazioni ai colleghi libanesi ed è in attesa di notizie.
Prima di allora, la caccia a chi aveva armato i quattro kamikaze che si sono schiantati contro la base italiana non era approdata a nulla. Nei mesi passati ci sono stati diversi interrogatori ed arresti di persone sospettate di aver preso parte all' azione, ma senza risultati concreti. Tra le persone sulle quali gli investigatori hanno concentrato la loro attenzione, figurano quattro ex miliziani di Saddam Hussein ed altri cinque iracheni appartenenti a fazioni estremiste islamiche.
Ora, l' attenzione della procura di Roma è focalizzata sulla pista libanese. I pm hanno inoltrato alla fine di ottobre, tramite rogatoria internazionale alle autorità libanesi, la richiesta di poter interrogare i componenti della cellula salafita che a Beirut aveva intenzione di compiere un attentato all' ambasciata italiana. Per l' assenza di rapporti di collaborazione giuridica tra Italia e Libano, tuttavia, la richiesta è stata formulata dai pm Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio, solo sulla scorta di un atto di cortesia che le autorità libanesi stanno ancora valutando se accogliere o meno. L' esito della rogatoria è atteso nei prossimi giorni. Nel caso venisse accolta, i magistrati romani, potrebbero andare in missione proprio a Beirut e, in caso di riscontro, procedere alle prime iscrizioni nel registro degli indagati e, quindi, alle richieste di estradizione.
Uno degli elementi di primo piano della cellula salafita che preparava l' attentato all' ambasciata italiana a Beirut, sarebbe Ismail Mohammad al Khatib, arrestato proprio in Libano e morto nelle scorse settimane in ospedale ufficialmente per una grave crisi cardiaca. Una morte che invece i parenti di al Khatib hanno sempre imputato alle torture e maltrattamenti che avrebbe subito in carcere. Dietro la sua figura vi sarebbe l' ombra di Al Qaeda e del giordano Abu Musab al Zarqawi, ormai indicato come il pericolo pubblico numero 1 del terrorismo islamico, che rivendicò, tra le altre cose, proprio la strage contro gli italiani del 12 novembre dello scorso anno. Le indagini della magistratura libanese puntano a stabilire se la cellula che stava per agire a Beirut abbia avuto legami con Al Zarqawi. Per ora si sa che la cellula era guidata da Ahmed Salim Miqati - una delle persone che i pm romani intenderebbero interrogare - e proprio da Ismail al Khatib. All' organizzazione che farebbe capo a Osama bin Laden era, in particolare, associato al Khatib, secondo le indagini della magistratura libanese.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Raf e Umberto Tozzi si raccontano: segui la diretta

Raf e Umberto Tozzi, la strana coppia si racconta alla Gazzetta Rivedi la diretta

 
"Grazie per quello che fate e che avete fatto"Gli auguri di Rosso  capo di stato Maggiore

"Grazie per quello che fate e che avete fatto"
Gli auguri di Rosso capo di stato Maggiore

 
Frecce tricolori, parla il nuovo comandante Farina: «Essere pugliese per me è un orgoglio»

Frecce tricolori, parla il nuovo comandante Farina: «Essere pugliese? Un orgoglio»

 
Gazzetta, la Procura di Catania a settembre: faremo l'impossibile per occupazione e rilancio

Gazzetta, la Procura di Catania a settembre: faremo l'impossibile per occupazione e rilancio

 
Kids: torna a Lecce il festival per i più piccoli in nome dell'inclusione

Kids: torna a Lecce il festival per i più piccoli in nome dell'inclusione

 
pranzo

pranzo

 
Inaugura il Villaggio di Babbo Natale: luci, musica e file di un'ora per incontrarlo

Luci, musica e lunghe file per incontrare Babbo Natale: inaugurato il Villaggio

 
"Cane Secco" si lancia col paracadutelo youtuber tra le braccia dei Carabinieri

"Cane Secco" si lancia col paracadute
lo youtuber tra le braccia dei Carabinieri

 
Afghanistan, il ministro Trentaporta il saluto di tutto il Paese

Afghanistan, il ministro Trenta
porta il saluto di tutto il Paese

 
Afghanistan, i bersaglieri della Pinerolosul set dello sceneggiato "I due soldati"

Afghanistan, i bersaglieri della Pinerolo
sul set dello sceneggiato "I due soldati"

 
Afghanistan, le immagini del ministro Trentain occasione del saluto della Brigata Pinerolo

Afghanistan, le immagini del ministro Trenta
in occasione del saluto della Brigata Pinerolo