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A Falluja uccise decine di insorti dalle forze Usa

VICINO FALLUJA - Gli attacchi americani mirati a snidare gli insorti da Falluja prima dell'offensiva finale per riacquistare il controllo della città sunnita hanno provocato la morte di decine di combattenti, ma un grosso numero di questi sono ancora trincerati in città. Lo ha detto oggi un comandante dei marine sul posto.
Il colonnello Michael Shupp ha detto che le vie di fuga dalla città sono ancora aperte, ma che i ribelli non abbandonano le loro postazioni nonostante giorni di intensi bombardamenti aerei.
«Ne abbiamo uccisi molti. La mia unità da sola ne ha uccisi 20 in un'operazione l'altra notte - ha detto l'ufficiale alla Reuters - Non ci sono segni di fuga. Ci aspettiamo di trovarli a ranghi pieni».
Secondo i marines, in città dovrebbero esserci tra i mille e i 6.000 insorti tra iracheni e combattenti stranieri fedeli ad Abu Musab al Zarqawi, il responsabile di molti dei più efferati crimini commessi contro la presenza straniera in Iraq e dichiarato alleato di al Qaida.
Migliaia di marine stanno aspettando l'ordine di attacco dal primo ministro iracheno Iyad Allawi che spera che una vittoria a Falluja rafforzi il suo governo in vista delle elezioni di gennaio. Secondo Shupp, un'offensiva su larga scala è l'unica opzione rimasta ed è ormai troppo tardi per negoziati. «Abbiamo dato loro la possibilità di negoziare dalla primavera scorsa», ha detto il colonnello «Continueremo le operazioni fino all'inizio dell'offensiva».
Secondo fonti sul posto combattimenti si sono svolti stamane nel quartieri di Askari, ma nel centro della città i negozi sono aperti per consentire gli acquisti per l'Iftar, il pasto che rompe il digiuno del Ramadan.
Un portavoce militare americano ha confermato che l'artiglieria è entrata in azione in mattinata per appoggiare alcune unità che erano state attaccate alla periferia della città. Durante la notte Falluja è stata sottoposta a intensi bombardamenti che «hanno distruttto - ha detto il portavoce - numerosi depositi d'armi». Dalle 16.30 di ieri (le 14.30 in Italia) alle 23.55 ci sono stati sette raid, ha precisato. Abitanti hanno detto che spari, tiri di artiglieria e colpi si sono sentiti anche dalle 3:00 in poi. Secondo fonti ospedaliere, il bilancio dei bombardamenti è stato di quattro civili feriti.
Un ufficiale dei Marine sentito dall'Afp, ha detto che intorno alla città, che è diventata il bastione della resistenza, sono ammassati 12.000 tra soldati americani e iracheni. Circa la metà dei 300.000 abitanti è fuggita.

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