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Umberto Eco provoca: «Che bella civiltà del libro era l'Unione Sovietica stalinista»

BARI - «Che bella civiltà del libro era l'Unione Sovietica stalinista». Inizia così l'intervento provocatorio dello scrittore Umberto Eco a Bari per la prima giornata di 'Passaparola', il Forum nazionale del libro e della promozione della lettura organizzato dall'Associazione Presidi del libro per riunire librai ed editori, insegnanti e bibliotecari, rappresentanti di imprese e istituzioni, organizzatori di festival e premi letterari, giornalisti e semplici lettori.
Un libro di poesie che in Italia faceva mille-duemila copie - ha aggiunto Eco che ha istituito a Bologna un master in editoria cartacea e multimediale - lì ne vendeva trecentomila. Questo quando da noi la trasmissione televisiva di Luigi Silori si chiamava Decimomigliaio, perchè raggiungere diecimila copie per un libro è un evento straordinario. Sotto la dittatura si stava in casa, tutto è crollato con la democrazia e adesso nell'Est si vendono molti meno libri.. Pare che democrazia e benessere ci allontanino dalla lettura».
Lo scenario può cambiare con la seconda vittoria di Bush - ha detto - con i limiti alla libertà di espressione, l'aumento del petrolio e il rincaro. Su questo flusso e con l'intensa collaborazione delle sinistre italiane Berlusconi resterà al governo per altri otto anni, la Rai rimarrà così com'è, il terrorismo ci impedirà di uscire la sera, la scuola farà viaggiare i ragazzi solo su internet e così ci troveremo nella situazione beata dell'Urss di quei tempi: la gente leggerà di più». Sul tema del rapporto tra nuove tecnologie e libri Eco ha sottolineato che da tempo è sicuro che Internet non ucciderà il libro, anzi la Rete corrobora e sostiene la diffusione del libro e della lettura.
«Nessuno leggerà mai la Divina Commedia sullo schermo. Io stesso me la porto dietro nella pennina elettronica, se voglio ricordare sul computer qualche citazione, ma la lettura vera la faccio su carta».
Internet - ha detto - favorisce la diffusione del libro ma pone nuovi problemi, per esempio alle biblioteche. Il libro da consultazione è quello reso più obsoleto, ma le nuove tecnologie sostituendo i dischetti ai volumi possono permettere di sbaraccare un intero salone: la biblioteca libera scaffali e moltiplica gli schermi per la consultazione».
L'unico presidio che può decidere di uccidere o far nascere un autore, secondo Eco, è la libreria: «io sono un beneficato: per il mio 'Nome della rosà, pur non avendo un passato da romanziere, i librai hanno ordinato ottantamila copie con un prezzo abbassato a diecimila lire. Dopodichè sono stati costretti a riempire le vetrine e il libro è decollato. Il successo non è venuto dalle recensioni nè dalla pubblicità ma dalla scommessa che i librai hanno fatto su quel libro».
Persino le librerie virtuali come Amazon - ha aggiunto - sostengono la libreria tradizionale. Magari chi vive in Nebraska non mette il piede in una libreria, ma in Italia credo che pochi acquistino su Internet, per esempio, un libro di Rosetta Loy. Amazon, inoltre, fa venire il gusto di andare in libreria, specialmente adesso che la sta imitando, offrendo indice e primo capitolo, perchè ha capito che il rapporto con il libro è fisico, di sfogliamento e toccamento».
Veniamo alle dolenti note: la vendita dei libri in abbinamento con i giornali, ha concluso. «So di avere sull'argomento un'opinione diversa da quella dei librai. Sono ottimista, come in tutti gli eventi nuovi ci sarà solo un disagio temporaneo. Per l'abbinamento con Repubblica del mio primo romanzo, nei mesi successivi la casa editrice ha controllato e il ritmo di vendita non era cambiato. Vuol dire che si era toccato un pubblico estraneo alla libreria. Certo, ci può essere un accordo perchè non vengano dati in abbinamento inediti come il libro della Fallaci, ma il giornale può far male al best seller e non al long seller. Non fa male a Pinocchio, un danno lo avrebbe al limite l'ultimo romanzo di Totti».
Il futuro poi per Umberto Eco è il print on demand: si va dal libraio per farsi stampare il libro «e se lo voglio in caratteri gotici corpo 16 lo posso avere così. E tanto peggio per me».

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