Venerdì 14 Dicembre 2018 | 18:27

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Iraq - Italiani sequestrano bombe e mine

ROMA - Vasta operazione di sicurezza ("Iron Gate") lanciata dai militari italiani nella provincia di Dhi Qar. Tra ieri ed oggi sono state sequestrate oltre 230 bombe da mortaio, 400 mine, 205 razzi, 1.800 proiettili calibro 14,5, 4 lanciarazzi Rpg, 2 kalashnikov, 40 bombe a mano, spolette e altro materiale bellico.
«Lo stato di conservazione di parte degli ordigni - ha detto il comandante dell' Italian joint task force Iraq, generale Enzo Stefanini - non deve trarre in inganno. Da queste bombe si può ricavare il materiale per realizzare trappole esplosive come quelle già usate contro di noi. E' stata così sventata una potenziale minaccia all' incolumità non solo dei nostri militari ma soprattutto della popolazione locale».
Le armi sono state rinvenute e sequestrate da due Task Group, che schierano circa 300 uomini al giorno per quattro giorni, nella vasta operazione continuativa di ricerca volta a supportare la Guardia nazionale irachena e la polizia locale, intervenute in forze, nel raggiungere l' autonomia operativa nel controllo del territorio, il monitoraggio dello stesso e il recupero del materiale bellico illegale.
E' la seconda volta, dall' inizio di 'Antica Babilonia 5', che la Brigata aeromobile Friuli, base dell' Italian Joint Task Force Iraq, organizza un' operazione su vasta scala per contribuire alla sicurezza della provincia di Dhi Qar. Dopo la "Strong Hammer", svoltasi in un territorio desertico, ora la "Iron Gate" sta dispiegandosi su un vasto territorio paludoso con vie di comunicazione obbligate, che vede l' impiego anche di elicotteri per il comando e controllo ed unità specializzate nell' acquisizione di dati, obiettivi e interventi di reparti speciali.
L' operazione, sottolinea il comando italiano, si configura quindi come una complessa operazione militare, per la difficoltà di coordinare forze di diverso addestramento e per la potenziale presenza di elementi ostili dotati di armamento pesante, profondi conoscitori del territorio e decisi a continuare i loro lucrosi traffici d' armi. Vi partecipano due Task group: uno della "Desert Five", la forza di manovra principale comandata dal colonnello Carlo Fortino, impegnato nella zona di Al Islah e uno del reggimento Msu (Multinatinal specialized unit) del colonnello Claudio D' Angelo, a Suq Ash Shuyukh. I reparti approntano check point fissi, pattuglie sulla rete viaria e posti d' osservazione sulla rete fluviale anche con l' impiego di veicoli blindati e di elicotteri.

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